
I viaggiatori in transito dall’aeroporto di Zurigo questa settimana sono invitati ad arrivare con anticipo, dopo che la direzione aeroportuale ha pubblicato un nuovo avviso sul portale passeggeri il 14 ottobre, segnalando tempi di attesa più lunghi al controllo passaporti per i visitatori extra-UE. L’avviso fa riferimento all’entrata a pieno regime del Sistema biometrico di Entrata/Uscita (EES) dell’UE, che registra immagini facciali e impronte digitali di tutti i cittadini di paesi terzi ogni volta che attraversano un confine esterno Schengen.
Sebbene la Svizzera abbia implementato gradualmente l’hardware EES nel corso del 2025, il sistema ha raggiunto lo status di “disponibilità continua” solo questo mese, il che significa che ogni partenza e arrivo di un viaggiatore con visto obbligatorio comporta ora un controllo biometrico obbligatorio. L’aeroporto di Zurigo segnala che ogni registrazione aggiunge circa 40 secondi al tempo di elaborazione, un piccolo ritardo che però si moltiplica rapidamente durante i picchi di partenze verso Nord America e Medio Oriente.
L’impatto pratico è già visibile: lunedì sera, le code per le postazioni manuali al Dock E si estendevano fino al corridoio che collega lo Skymetro inter-terminal, secondo la società di gestione a terra Careport. I cittadini svizzeri e i nazionali UE/EFTA possono ancora utilizzare i varchi elettronici senza nuovi controlli, ma i gruppi familiari con passaporti misti devono aspettarsi di separarsi e ricongiungersi dopo il controllo, complicando gli incontri in area airside.
Per i datori di lavoro, il consiglio è chiaro. Le politiche aziendali di viaggio dovrebbero temporaneamente estendere il tempo consigliato di arrivo in aeroporto per i voli a lungo raggio da due ore ad almeno due ore e mezza, e i viaggiatori che necessitano di coincidenze nello stesso giorno con voli europei a corto raggio potrebbero valutare di riprogrammare gli itinerari o acquistare pass fast-track. I team HR dovrebbero inoltre ricordare ai frequent flyer che, una volta attivato ETIAS (previsto per il 2027), sarà obbligatoria un’autorizzazione di viaggio approvata oltre al controllo biometrico di frontiera.
L’esperienza di Zurigo sarà probabilmente replicata a Ginevra e Basilea-Mulhouse nelle prossime settimane, man mano che gli aeroporti passeranno dalla fase di avvio a quella di operatività stabile del sistema EES. Il SEM ha indicato che monitorerà i tempi di transito e potrebbe adeguare il personale prima del picco dei viaggi invernali.
Sebbene la Svizzera abbia implementato gradualmente l’hardware EES nel corso del 2025, il sistema ha raggiunto lo status di “disponibilità continua” solo questo mese, il che significa che ogni partenza e arrivo di un viaggiatore con visto obbligatorio comporta ora un controllo biometrico obbligatorio. L’aeroporto di Zurigo segnala che ogni registrazione aggiunge circa 40 secondi al tempo di elaborazione, un piccolo ritardo che però si moltiplica rapidamente durante i picchi di partenze verso Nord America e Medio Oriente.
L’impatto pratico è già visibile: lunedì sera, le code per le postazioni manuali al Dock E si estendevano fino al corridoio che collega lo Skymetro inter-terminal, secondo la società di gestione a terra Careport. I cittadini svizzeri e i nazionali UE/EFTA possono ancora utilizzare i varchi elettronici senza nuovi controlli, ma i gruppi familiari con passaporti misti devono aspettarsi di separarsi e ricongiungersi dopo il controllo, complicando gli incontri in area airside.
Per i datori di lavoro, il consiglio è chiaro. Le politiche aziendali di viaggio dovrebbero temporaneamente estendere il tempo consigliato di arrivo in aeroporto per i voli a lungo raggio da due ore ad almeno due ore e mezza, e i viaggiatori che necessitano di coincidenze nello stesso giorno con voli europei a corto raggio potrebbero valutare di riprogrammare gli itinerari o acquistare pass fast-track. I team HR dovrebbero inoltre ricordare ai frequent flyer che, una volta attivato ETIAS (previsto per il 2027), sarà obbligatoria un’autorizzazione di viaggio approvata oltre al controllo biometrico di frontiera.
L’esperienza di Zurigo sarà probabilmente replicata a Ginevra e Basilea-Mulhouse nelle prossime settimane, man mano che gli aeroporti passeranno dalla fase di avvio a quella di operatività stabile del sistema EES. Il SEM ha indicato che monitorerà i tempi di transito e potrebbe adeguare il personale prima del picco dei viaggi invernali.
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