
In un raro esempio di consenso trasversale, gli ex premier Rachel Notley (NDP), Alison Redford (PC) ed Ed Stelmach (PC) hanno esortato gli abitanti dell'Alberta a respingere cinque controversi quesiti sull'immigrazione nel referendum provinciale del 19 ottobre. In un articolo congiunto pubblicato su Calgary Herald ed Edmonton Journal, il trio ha avvertito che le proposte renderebbero l'Alberta “immediatamente meno attraente” per i nuovi arrivati di cui l’economia ha bisogno.
Il governo del United Conservative Party chiede agli elettori se la provincia debba limitare i servizi sociali ai cittadini e ai residenti permanenti, imporre un periodo di attesa di 12 mesi per i residenti non permanenti per accedere ai sostegni, far pagare ai nuovi arrivati premi per sanità e istruzione e dare priorità agli Albertani per i nuovi posti di lavoro. Un’ultima domanda riguarda l’obbligo di dimostrare la cittadinanza per poter votare.
Sebbene non vincolanti, un voto “sì” darebbe al governo una copertura politica per perseguire la legislazione. Gruppi imprenditoriali, camere di commercio e l’Alberta Medical Association si sono pubblicamente opposti alle misure, sostenendo che ostacolerebbero l’attrazione di manodopera in un momento in cui la provincia affronta gravi carenze nel settore sanitario e nei mestieri specializzati.
Le votazioni anticipate sono iniziate il 13 ottobre, con Elections Alberta che ha segnalato una forte affluenza. I sondaggi indicano un elettorato diviso quasi a metà. Per le aziende che trasferiscono personale in Alberta, la posta in gioco è alta. Gli esperti di paghe avvertono che i costi delle assicurazioni sanitarie a carico del datore di lavoro potrebbero aumentare se la copertura pubblica venisse ridotta per i residenti temporanei. I consulenti per l’immigrazione sottolineano inoltre che i lavoratori con permessi esenti da LMIA o permessi di lavoro post-laurea potrebbero dover pagare nuovi premi provinciali, complicando i budget per il trasferimento.
Anche se i quesiti dovessero essere respinti, la campagna evidenzia la crescente politicizzazione dell’immigrazione a livello subnazionale. I professionisti della mobilità dovrebbero monitorare i segnali politici post-referendum; l’UCP potrebbe ancora perseguire modifiche amministrative — come criteri più severi per la nomina provinciale — che non richiedono emendamenti legislativi.
Il governo del United Conservative Party chiede agli elettori se la provincia debba limitare i servizi sociali ai cittadini e ai residenti permanenti, imporre un periodo di attesa di 12 mesi per i residenti non permanenti per accedere ai sostegni, far pagare ai nuovi arrivati premi per sanità e istruzione e dare priorità agli Albertani per i nuovi posti di lavoro. Un’ultima domanda riguarda l’obbligo di dimostrare la cittadinanza per poter votare.
Sebbene non vincolanti, un voto “sì” darebbe al governo una copertura politica per perseguire la legislazione. Gruppi imprenditoriali, camere di commercio e l’Alberta Medical Association si sono pubblicamente opposti alle misure, sostenendo che ostacolerebbero l’attrazione di manodopera in un momento in cui la provincia affronta gravi carenze nel settore sanitario e nei mestieri specializzati.
Le votazioni anticipate sono iniziate il 13 ottobre, con Elections Alberta che ha segnalato una forte affluenza. I sondaggi indicano un elettorato diviso quasi a metà. Per le aziende che trasferiscono personale in Alberta, la posta in gioco è alta. Gli esperti di paghe avvertono che i costi delle assicurazioni sanitarie a carico del datore di lavoro potrebbero aumentare se la copertura pubblica venisse ridotta per i residenti temporanei. I consulenti per l’immigrazione sottolineano inoltre che i lavoratori con permessi esenti da LMIA o permessi di lavoro post-laurea potrebbero dover pagare nuovi premi provinciali, complicando i budget per il trasferimento.
Anche se i quesiti dovessero essere respinti, la campagna evidenzia la crescente politicizzazione dell’immigrazione a livello subnazionale. I professionisti della mobilità dovrebbero monitorare i segnali politici post-referendum; l’UCP potrebbe ancora perseguire modifiche amministrative — come criteri più severi per la nomina provinciale — che non richiedono emendamenti legislativi.
Fonte: IRCC.com / CBC
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