
L'Ufficio Regionale per la Registrazione degli Stranieri (FRRO) di Mumbai ha emesso un ordine di “Leave India” all'attore di Bollywood e cittadino statunitense Imran Khan, concedendogli tempo fino al 28 ottobre per lasciare il paese, a seguito della sua partecipazione a una protesta contro la Commissione Elettorale il 10 ottobre. L’ordine, riportato per la prima volta da India Today il 16 ottobre, ha riacceso il dibattito sui limiti alla libertà di espressione politica e di riunione per gli stranieri e i titolari della carta OCI (Overseas Citizen of India). Ai sensi della Sezione 3(2)(c) della legge sull’immigrazione e sugli stranieri del 2025, il governo può ordinare che “qualsiasi straniero non rimanga in India” senza dover fornire motivazioni. Gli avvocati di Khan hanno annunciato che impugneranno l’ordine presso l’Alta Corte di Bombay, sostenendo che lo status OCI dell’attore e la natura pacifica della protesta garantiscono una tutela costituzionale. Gli esperti legali, invece, sottolineano che la Sezione 7B(2) della legge sulla cittadinanza esclude esplicitamente i diritti politici – incluso il diritto di protesta – ai titolari OCI. Il caso potrebbe rappresentare un precedente importante per multinazionali e ONG, i cui dipendenti espatriati talvolta si impegnano in attività di advocacy politica o sindacale. Gli esperti di immigrazione consigliano ai datori di lavoro di informare i lavoratori stranieri sul clima di controllo più rigido e di distinguere tra partecipazione civile lecita e proteste di parte. Sul piano pratico, gli avvisi di “uscita” del FRRO creano problemi immediati di mobilità: la persona deve concludere contratti di lavoro, affitti e dichiarazioni fiscali prima della partenza, spesso in pochi giorni. Le organizzazioni dovrebbero predisporre piani di emergenza per rimozioni improvvise, includendo clausole di risoluzione flessibili, protocolli per la consegna dei dati e supporto nelle richieste di visto di uscita. Oltre al caso singolo, l’episodio evidenzia la tensione tra la spinta dell’India ad attrarre talenti – come dimostrato dalla recente liberalizzazione degli e-visa – e la volontà di limitare il coinvolgimento straniero nella politica interna. Gli osservatori dovranno seguire con attenzione il procedimento giudiziario per capire quanto severamente le autorità intenderanno far rispettare questi confini.
Fonte: India Today
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