
Joseph Molina-Flynn, un tempo avvocato specializzato in immigrazione a Providence, Rhode Island, si è dichiarato colpevole il 19 ottobre di frode informatica e evasione fiscale dopo aver truffato i clienti per quasi 100.000 dollari e non aver dichiarato oltre mezzo milione di dollari di tasse. Secondo l’accordo, Molina-Flynn ha incassato parcelle legali e spese di deposito da clienti immigrati tra il 2019 e il 2023, svolgendo però poco o nessun lavoro e fornendo spesso aggiornamenti falsi sullo stato delle pratiche. L’Ufficio del Procuratore degli Stati Uniti ha riconosciuto il contributo degli specialisti USCIS per il rilevamento delle frodi e la sicurezza nazionale (FDNS), Homeland Security Investigations, l’IRS e la polizia locale per aver smascherato lo schema. In base all’accordo, l’imputato dovrà restituire 83.265 dollari, presentare dichiarazioni fiscali corrette e rischia fino a 25 anni di carcere, con la sentenza prevista per il 17 dicembre. Perché è importante: i clienti immigrati, così come i datori di lavoro statunitensi che hanno pagato queste parcelle, potrebbero subire ritardi nelle scadenze o perdere lo status legale a causa della frode. I team di mobilità dovrebbero verificare fatture e ricevute fornite da consulenti esterni e richiedere notifiche dirette di ricezione USCIS per confermare il lavoro svolto. Il caso evidenzia anche la coordinazione tra agenzie: USCIS ora incrocia automaticamente i dati sospetti dei moduli G-28 degli avvocati con quelli dell’IRS e dell’FBI. I professionisti scoperti a frodare i clienti rischiano il divieto permanente di esercitare davanti al DHS e ai tribunali per l’immigrazione del DOJ.
Fonte: USCIS
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