
Un pacchetto di emendamenti, approvato silenziosamente dal Parlamento australiano a settembre e formalmente noto come Migration Amendment (2026 Measures No. 1) Act, è entrato in vigore questa settimana, e gli esperti di mobilità internazionale stanno già ricevendo chiamate da studenti ansiosi, lavoratori qualificati e i loro datori di lavoro. La legge conferisce al Ministro degli Affari Interni il potere discrezionale di emettere una “determinazione di controllo degli arrivi” che può sospendere temporaneamente i diritti di ingresso di determinate categorie di titolari di visti temporanei che si trovano fuori dall’Australia. Il primo utilizzo di questo potere, annunciato il 25 marzo 2026, ha preso di mira i cittadini iraniani in possesso di visti Visitor (sottoclasse 600), rendendo di fatto quei visti invalidi per il rientro per sei mesi. Tale determinazione è scaduta a settembre, ma gli operatori avvertono che nuove determinazioni potrebbero essere emesse con breve preavviso e applicate ad altri gruppi se le autorità ritengono che ciò sia “nell’interesse nazionale”. I mercati dei viaggi tra India e Australia sono particolarmente all’erta dopo che i media locali hanno evidenziato il potenziale impatto su studenti e professionisti IT, che spesso tornano a casa tra un semestre e l’altro o tra un progetto e l’altro. Gli studi legali consigliano alle aziende di introdurre un controllo pre-partenza per il personale con visti temporanei, verificando sia la sottoclasse del visto sia se sia stata pubblicata una nuova determinazione di controllo degli arrivi. I viaggiatori bloccati fuori dall’Australia quando una determinazione entra in vigore potrebbero trovarsi impossibilitati a imbarcarsi su un volo o bloccati all’estero fino al rilascio di un certificato di viaggio autorizzato, un processo senza limiti temporali stabiliti dalla legge. Per i team di mobilità globale, la normativa aggiunge un nuovo livello di pianificazione di emergenza. I responsabili delle politiche raccomandano di monitorare il Registro Federale della Legislazione, impostare avvisi sul sito del Dipartimento degli Affari Interni e inserire clausole flessibili per biglietti e assicurazioni nelle politiche di viaggio. Le università hanno iniziato a informare gli studenti internazionali sull’importanza di seguire eventuali future determinazioni e di mantenere una copertura sanitaria valida in caso di ritardi nel rientro. Sebbene il ministro debba consultare il Primo Ministro e il Ministro degli Esteri prima di emettere qualsiasi ordine, i critici sostengono che la legge conferisca comunque poteri ampi all’esecutivo. I gruppi imprenditoriali spingono per una matrice di rischio pubblica, simile agli avvisi di viaggio del DFAT, che indichi la probabilità di determinazioni per paese o classe di visto, offrendo a datori di lavoro e viaggiatori una maggiore trasparenza.
Fonte: The Economic Times