
Il governo delle Isole Salomone ha lanciato una campagna ambiziosa per aumentare la propria quota annuale nel programma australiano Pacific Australia Labour Mobility (PALM) da 3.000 a 5.000 lavoratori. Durante un'esposizione sulla mobilità del lavoro a Honiara, il Primo Ministro Matthew Wale ha esortato le aziende agricole e le catene alberghiere australiane a “essere più ambiziose” e a sfruttare la vasta forza lavoro giovanile del paese. Questa iniziativa arriva in un momento di forte domanda da parte dei datori di lavoro nelle regioni australiane, dove i lavoratori PALM ricoprono ruoli fondamentali nell’orticoltura, nella lavorazione della carne e nel turismo. Le rimesse dei lavoratori delle Isole Salomone superano già i 500 milioni di dollari SBD all’anno, circa il 5% del PIL, rendendo il programma un pilastro delle strategie economiche di entrambi i paesi. Canberra ha mostrato apertura verso un aumento delle quote, ma le autorità sottolineano l’importanza di garantire la tutela dei lavoratori, soprattutto dopo recenti segnalazioni mediatiche su alloggi inadeguati in alcune zone rurali del Queensland. Un programma pilota per l’accompagnamento familiare, previsto per il prossimo anno, dovrebbe inoltre rendere i ruoli PALM più attrattivi per i professionisti a metà carriera. Per i datori di lavoro australiani, l’espansione proposta potrebbe alleviare la cronica carenza di manodopera in vista del ciclo di raccolta del 2027. Tuttavia, i team di mobilità dovranno prevedere maggiori risorse per l’assistenza pastorale, inclusi moduli di formazione culturale e supporto all’arrivo, mentre il Dipartimento degli Affari Esteri e del Commercio (DFAT) intensifica il controllo sul rispetto delle norme da parte dei datori di lavoro.
Fonte: ABC Pacific – Pacific Beat