
La fragile tregua tra Deutsche Lufthansa AG e il sindacato dei piloti Vereinigung Cockpit (VC) ha subito una battuta d’arresto significativa. Il 22 ottobre, i due mediatori di alto profilo — gli ex presidenti di stato Roland Koch e Bodo Ramelow — hanno chiuso il round formale di arbitrato senza presentare un compromesso vincolante. Sebbene entrambe le parti abbiano sottolineato di rimanere in un più ampio processo di mediazione riservata, il fallimento elimina una rete di sicurezza istituzionale che aveva finora evitato scioperi dei piloti da agosto.
La controversia ruota attorno a due questioni economiche cruciali: un aumento dei contributi aziendali alle pensioni professionali e un adeguamento salariale all’inflazione per circa 5.000 piloti della compagnia passeggeri principale di Lufthansa e della sua controllata cargo. VC ha già indetto sette giorni di sciopero quest’anno, causando la cancellazione di migliaia di voli e perdite stimate per la compagnia pari a 180 milioni di euro tra ricavi mancati e riprenotazioni.
La direzione sostiene che le concessioni non sono sostenibili, dato che l’azienda sta ancora recuperando dal debito accumulato durante la pandemia e affronta una forte concorrenza da parte delle compagnie low-cost. Per i responsabili della mobilità aziendale, l’impasse riapre la possibilità di azioni sindacali improvvise nel periodo intenso dei viaggi pre-natalizi. La legge tedesca sul lavoro impone al sindacato di dare solo 24 ore di preavviso una volta terminati ufficialmente i negoziati di pace.
Le aziende che dipendono dagli hub di Francoforte, Monaco o Düsseldorf sono invitate a individuare rotte alternative tramite compagnie partner, prevedere margini di tempo maggiori per le coincidenze e rivedere le politiche di riunioni a distanza quando il viaggio non è urgente. I programmi di Lufthansa, come la tariffa “Green Fare” orientata al viaggiatore e i programmi di riconoscimento aziendale, hanno attenuato alcune delle precedenti interruzioni offrendo flessibilità nelle riprenotazioni, ma le disponibilità di biglietti per i voli verso l’Europa tendono a ridursi a novembre.
I team di gestione del rischio viaggio dovrebbero quindi monitorare le dichiarazioni stampa di VC e assicurarsi che i profili dei viaggiatori includano contatti mobili aggiornati per ricevere avvisi automatici di duty of care. A medio termine, gli analisti prevedono che il conflitto influenzerà le aspettative salariali in tutto il settore dell’aviazione tedesca, incluso il nascente hub low-cost di Berlino. Una disputa prolungata potrebbe inoltre mettere a rischio il piano di modernizzazione della flotta da 2 miliardi di euro di Lufthansa, limitando potenzialmente la capacità dei posti proprio mentre le esportazioni tedesche si stanno riprendendo.
La controversia ruota attorno a due questioni economiche cruciali: un aumento dei contributi aziendali alle pensioni professionali e un adeguamento salariale all’inflazione per circa 5.000 piloti della compagnia passeggeri principale di Lufthansa e della sua controllata cargo. VC ha già indetto sette giorni di sciopero quest’anno, causando la cancellazione di migliaia di voli e perdite stimate per la compagnia pari a 180 milioni di euro tra ricavi mancati e riprenotazioni.
La direzione sostiene che le concessioni non sono sostenibili, dato che l’azienda sta ancora recuperando dal debito accumulato durante la pandemia e affronta una forte concorrenza da parte delle compagnie low-cost. Per i responsabili della mobilità aziendale, l’impasse riapre la possibilità di azioni sindacali improvvise nel periodo intenso dei viaggi pre-natalizi. La legge tedesca sul lavoro impone al sindacato di dare solo 24 ore di preavviso una volta terminati ufficialmente i negoziati di pace.
Le aziende che dipendono dagli hub di Francoforte, Monaco o Düsseldorf sono invitate a individuare rotte alternative tramite compagnie partner, prevedere margini di tempo maggiori per le coincidenze e rivedere le politiche di riunioni a distanza quando il viaggio non è urgente. I programmi di Lufthansa, come la tariffa “Green Fare” orientata al viaggiatore e i programmi di riconoscimento aziendale, hanno attenuato alcune delle precedenti interruzioni offrendo flessibilità nelle riprenotazioni, ma le disponibilità di biglietti per i voli verso l’Europa tendono a ridursi a novembre.
I team di gestione del rischio viaggio dovrebbero quindi monitorare le dichiarazioni stampa di VC e assicurarsi che i profili dei viaggiatori includano contatti mobili aggiornati per ricevere avvisi automatici di duty of care. A medio termine, gli analisti prevedono che il conflitto influenzerà le aspettative salariali in tutto il settore dell’aviazione tedesca, incluso il nascente hub low-cost di Berlino. Una disputa prolungata potrebbe inoltre mettere a rischio il piano di modernizzazione della flotta da 2 miliardi di euro di Lufthansa, limitando potenzialmente la capacità dei posti proprio mentre le esportazioni tedesche si stanno riprendendo.
Fonte: airliners.de
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