
Le autorità doganali svizzere hanno intercettato uno dei più grandi tentativi di contrabbando alimentare dell’anno, sequestrando oltre due tonnellate di pollo congelato, patatine fritte e pane piatto trasportati in furgoni non refrigerati. Secondo un comunicato stampa del 23 ottobre dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC/BAZG), i sequestri sono avvenuti durante controlli notturni separati a Ederswiler (cantone Giura) e Pratteln (cantone Basilea Campagna). Nel primo caso, un’auto immatricolata in Svizzera proveniente dalla Francia trasportava 162 kg di pollame, 258 kg di patatine e 128 kg di pane piatto, tutti non dichiarati e privi della catena del freddo obbligatoria per legge. Poco più di due ore dopo, una seconda pattuglia ha fermato un furgone di consegna immatricolato a Basilea proveniente dalla Germania; gli agenti hanno scoperto 1,5 tonnellate di patatine e 632 kg di pane impilati su pallet, con il veicolo sovraccarico di quasi una tonnellata. Entrambi i carichi sono stati sequestrati per motivi di salute pubblica e i conducenti sono stati multati sul posto per dazi non pagati e, nel secondo caso, per sovraccarico. Poiché i contrabbandieri non hanno potuto pagare immediatamente le multe a cinque cifre, le autorità hanno sequestrato il furgone come garanzia. L’UDSC ha sottolineato che il contrabbando alimentare rappresenta un rischio sanitario crescente, poiché piccoli commercianti cercano di evitare i più elevati dazi d’importazione svizzeri e i controlli veterinari più severi. Per le aziende che gestiscono catene di approvvigionamento alimentare in Svizzera, soprattutto per eventi transfrontalieri o cantieri temporanei, l’episodio è un monito tempestivo: le dogane svizzere applicano le norme di sicurezza alimentare con la stessa rigore delle regole fiscali. I responsabili della logistica devono assicurarsi che le bolle di accompagnamento corrispondano al contenuto dei carichi, che i prodotti deperibili rispettino gli standard svizzeri di refrigerazione e che i conducenti dispongano di fondi sufficienti o garanzie doganali per coprire eventuali dazi. Il mancato rispetto può comportare non solo il sequestro, ma anche costosi ritardi nei progetti se i veicoli vengono trattenuti. L’operazione evidenzia inoltre la strategia più ampia dell’UDSC basata su controlli mirati e ad alto impatto, resa possibile dalla digitalizzazione delle dichiarazioni di routine che libera gli agenti per concentrarsi su spedizioni sospette. Con l’aumento del traffico durante le vacanze invernali sulle rotte di transito nord-sud, i pianificatori della mobilità possono aspettarsi più controlli a campione su furgoni e minibus sospetti di trasportare merci non dichiarate o migranti irregolari.
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