
I dati in tempo reale del 23 ottobre mostrano che i viaggiatori in arrivo all’aeroporto di Zurigo (ZRH) hanno atteso in media solo sei minuti al controllo passaporti, mentre la prima registrazione al Sistema di Entrata/Uscita (EES) ha richiesto circa cinque minuti—un miglioramento significativo rispetto alle code di due ore registrate dopo il crash del sistema ad aprile. Questo calo è stato possibile grazie all’installazione di otto ulteriori chioschi biometrici self-service e all’uso continuato della “modalità flessibile biometrica”, che consente agli agenti di tornare alla timbratura manuale quando le code superano una certa soglia. La Svizzera, attiva a pieno regime con l’EES da aprile, ha convinto il Consiglio UE a maggio a permetterle di applicare questa modalità flessibile nei periodi di picco, guadagnando tempo per potenziare le infrastrutture. Il cruscotto EES svizzero di FlightQueue indica ora Zurigo e Ginevra come aeroporti “operativi”, con tempi medi di attesa per la prima entrata tra i cinque e i sette minuti, ben al di sotto della soglia accettabile di 25 minuti fissata da molti scali. Per i responsabili dei viaggi aziendali, i dati suggeriscono che i problemi iniziali dell’EES nei due principali hub svizzeri potrebbero essere superati, anche se resta necessaria la massima attenzione. I picchi di traffico, soprattutto nelle mattine con arrivi dal Regno Unito, possono ancora mettere sotto pressione le risorse, e i chioschi biometrici sono soggetti a brevi interruzioni. Le aziende dovrebbero continuare a consigliare ai dipendenti non UE di prevedere tempi extra prima delle coincidenze ferroviarie e di portare con sé lettere di alloggio stampate, che gli agenti richiedono occasionalmente quando il sistema segnala un rischio di permanenza oltre il consentito. La rapida soluzione adottata a Zurigo si contrappone a quella di alcuni grandi aeroporti UE, dove l’acquisto dei chioschi procede a rilento. Il caso svizzero dimostra che potenziare la capacità e mantenere flessibilità operativa può riportare i livelli di servizio a standard accettabili anche sotto il regime EES, che gestisce grandi quantità di dati. Se ETIAS sarà effettivamente lanciato nel 2027, come si vocifera, le autorità svizzere intendono sfruttare la stessa infrastruttura IT, garantendo così un valore duraturo all’investimento attuale.
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