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Spagna e Italia revocano i controlli straordinari alle frontiere Schengen, ripristinando la libera circolazione

ott 23, 2026
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Spagna e Italia revocano i controlli straordinari alle frontiere Schengen, ripristinando la libera circolazione
Dopo quasi undici settimane di controlli straordinari ai passaporti, Spagna e Italia hanno contemporaneamente revocato i controlli temporanei alle frontiere che avevano reintrodotto su voli e traghetti tra i due Paesi. Il Ministero dell’Interno spagnolo ha lasciato scadere l’Ordine INT/1033/2026 alle 24:00 del 22 ottobre, mentre l’ultima notifica italiana alla Commissione Europea è terminata nelle prime ore del 23 ottobre. Da oggi, i viaggiatori tornano a beneficiare del regime standard di Schengen: le compagnie continueranno a controllare i documenti d’identità al momento dell’imbarco, ma non saranno più effettuati controlli sistematici di polizia all’arrivo.

I controlli erano stati introdotti il 1° agosto, quando Roma aveva iniziato a timbrare i passaporti dei passeggeri in arrivo dalla Spagna, citando un aumento della migrazione irregolare attraverso Ceuta. Madrid aveva risposto l’8 agosto con controlli speculari sugli arrivi dall’Italia. Queste misure di ritorsione hanno complicato gli itinerari di lavoro durante la stagione estiva, costringendo compagnie aeree e di traghetti a inserire tempi di connessione più lunghi e spingendo alcune aziende a posticipare trasferte transfrontaliere.

Spagna e Italia revocano i controlli straordinari alle frontiere Schengen, ripristinando la libera circolazione


Gli enti del turismo di entrambi i Paesi hanno accolto con favore il ritorno alla normalità. L’Italia è il quinto mercato di origine per la Spagna, con 4,4 milioni di visitatori nei primi otto mesi del 2026, secondo l’Istituto Nazionale di Statistica spagnolo. Gli analisti dei viaggi d’affari stimano che il controllo aggiuntivo al confine abbia allungato di 25-40 minuti in media le connessioni aeree Madrid-Milano e Barcellona-Roma, aumentando i costi delle trasferte di circa 4,6 milioni di euro complessivamente da agosto.

Per i responsabili della mobilità aziendale, la principale novità pratica è che dal 23 ottobre non è più necessario alcun documento aggiuntivo; tuttavia, le aziende devono ricordare ai dipendenti che le compagnie possono ancora negare l’imbarco senza un documento di viaggio valido. I lavoratori distaccati e i titolari di visti per nomadi digitali restano soggetti alle regole vigenti sul possesso del permesso di soggiorno. I datori di lavoro che spostano attrezzature via camion devono inoltre considerare che i confini terrestri non sono mai stati interessati e restano aperti normalmente.

Infine, questo episodio ricorda che la clausola di salvaguardia di Schengen consente a qualsiasi Stato membro di reintrodurre controlli interni alle frontiere per periodi rinnovabili di 15 giorni in caso di rischi per l’ordine pubblico. Pertanto, la pianificazione di emergenza — con tempi di connessione maggiorati, biglietti flessibili e monitoraggio in tempo reale dei rischi di viaggio — dovrebbe rimanere una voce fissa nelle checklist della mobilità aziendale anche dopo la sospensione odierna.
Fonte: Ladevi

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