
I controllori del traffico aereo dell’aeroporto di Bruxelles hanno sospeso tutti i movimenti degli aeromobili tra le 22:45 e le 23:20 del 13 novembre, dopo che il radar ha rilevato un drone non identificato sulla traiettoria di avvicinamento finale. Due voli in arrivo — IB 3212 da Madrid e AZ 1501 da Milano — sono stati dirottati su Liegi, dove hanno fatto rifornimento, per poi tornare una volta che lo spazio aereo è stato dichiarato sicuro. Non erano previsti decolli durante il coprifuoco, limitando i disagi per i passeggeri, ma diverse rotazioni di equipaggi notturni e piani di posizionamento degli aeromobili hanno dovuto essere riorganizzati.
L’incidente rappresenta la quarta incursione confermata di droni in siti di infrastrutture critiche belghe in due settimane, dopo segnalazioni presso la base aerea di Kleine-Brogel, la centrale nucleare di Doel e l’aeroporto di Liegi. Il Consiglio nazionale per la sicurezza del Belgio ha autorizzato le forze di polizia e militari a neutralizzare i droni non autorizzati e sta accelerando l’istituzione di un Centro nazionale per la sicurezza dello spazio aereo, previsto per il 1° gennaio 2026.
Per i team di mobilità globale, l’episodio evidenzia un rischio operativo crescente: droni consumer a basso costo possono costringere alla chiusura degli aeroporti con pochissimo preavviso. Bruxelles gestisce oltre 750 movimenti di viaggi aziendali al giorno, inclusi diplomatici, funzionari UE e dirigenti multinazionali. Le aziende sono invitate a iscriversi agli avvisi NOTAM di Skeyes (controllo del traffico aereo belga) e a prevedere margini di tempo extra negli itinerari.
I fornitori di assicurazioni stanno rivedendo le coperture per danni a velivoli e responsabilità civile per i voli verso aeroporti colpiti da droni, mentre le compagnie aeree spingono il governo ad accelerare l’adozione di tecnologie anti-UAS come il disturbo RF, droni caccia e l’obbligo di geofencing per i dispositivi consumer.
Fino a quando queste difese non saranno pienamente operative, i responsabili della mobilità dovrebbero mantenere percorsi alternativi via Amsterdam, Parigi-CDG e Francoforte e ricordare ai viaggiatori di attivare le notifiche push delle compagnie aeree per aggiornamenti in tempo reale.
L’incidente rappresenta la quarta incursione confermata di droni in siti di infrastrutture critiche belghe in due settimane, dopo segnalazioni presso la base aerea di Kleine-Brogel, la centrale nucleare di Doel e l’aeroporto di Liegi. Il Consiglio nazionale per la sicurezza del Belgio ha autorizzato le forze di polizia e militari a neutralizzare i droni non autorizzati e sta accelerando l’istituzione di un Centro nazionale per la sicurezza dello spazio aereo, previsto per il 1° gennaio 2026.
Per i team di mobilità globale, l’episodio evidenzia un rischio operativo crescente: droni consumer a basso costo possono costringere alla chiusura degli aeroporti con pochissimo preavviso. Bruxelles gestisce oltre 750 movimenti di viaggi aziendali al giorno, inclusi diplomatici, funzionari UE e dirigenti multinazionali. Le aziende sono invitate a iscriversi agli avvisi NOTAM di Skeyes (controllo del traffico aereo belga) e a prevedere margini di tempo extra negli itinerari.
I fornitori di assicurazioni stanno rivedendo le coperture per danni a velivoli e responsabilità civile per i voli verso aeroporti colpiti da droni, mentre le compagnie aeree spingono il governo ad accelerare l’adozione di tecnologie anti-UAS come il disturbo RF, droni caccia e l’obbligo di geofencing per i dispositivi consumer.
Fino a quando queste difese non saranno pienamente operative, i responsabili della mobilità dovrebbero mantenere percorsi alternativi via Amsterdam, Parigi-CDG e Francoforte e ricordare ai viaggiatori di attivare le notifiche push delle compagnie aeree per aggiornamenti in tempo reale.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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