
Un nuovo rapporto pubblicato il 19 novembre evidenzia come il sistema online spagnolo di “cita previa” — il portale per prenotare appuntamenti per l’immigrazione — sia diventato un vero e proprio collo di bottiglia per i programmi di mobilità aziendale. A Madrid, Barcellona e Valencia, la scarsità di appuntamenti sta causando ritardi fino a tre mesi nel rilascio delle carte di soggiorno, mettendo a rischio le date di avvio dei progetti e esponendo le aziende a sanzioni in caso di permanenza irregolare dei dipendenti.
La domanda altissima, gli uffici extranjería sotto organico e i frequenti problemi tecnici hanno favorito la nascita di un mercato nero in crescita. Bot automatizzati prenotano slot appena disponibili in pochi secondi per poi rivenderli a prezzi che vanno da 30 a 200 euro, penalizzando ulteriormente gli utenti legittimi. Il caos nelle code lascia i nuovi assunti bloccati, i richiedenti rinnovo in una situazione di incertezza legale e i team HR costretti a cercare appuntamenti in uffici provinciali meno affollati.
Le autorità hanno autorizzato l’assunzione di 1.200 impiegati temporanei per l’inizio del 2026 e stanno testando una piattaforma centralizzata per le prenotazioni, ma gli operatori restano scettici dopo anni di scadenze mancate. Fino a quando l’arretrato non si ridurrà, gli esperti consigliano di presentare le domande con quattro-sei mesi di anticipo rispetto alla scadenza, monitorare quotidianamente la disponibilità e prevedere budget per spostamenti d’emergenza verso uffici con maggiore capacità.
Per le aziende, l’impatto operativo è concreto: progetti rallentati, stipendi fermi e possibili sanzioni per non conformità. I responsabili della mobilità dovrebbero rivedere i piani globali e informare il personale in trasferta sui rischi legali di lavorare senza un TIE valido, anche quando i ritardi dipendono da cause governative.
La domanda altissima, gli uffici extranjería sotto organico e i frequenti problemi tecnici hanno favorito la nascita di un mercato nero in crescita. Bot automatizzati prenotano slot appena disponibili in pochi secondi per poi rivenderli a prezzi che vanno da 30 a 200 euro, penalizzando ulteriormente gli utenti legittimi. Il caos nelle code lascia i nuovi assunti bloccati, i richiedenti rinnovo in una situazione di incertezza legale e i team HR costretti a cercare appuntamenti in uffici provinciali meno affollati.
Le autorità hanno autorizzato l’assunzione di 1.200 impiegati temporanei per l’inizio del 2026 e stanno testando una piattaforma centralizzata per le prenotazioni, ma gli operatori restano scettici dopo anni di scadenze mancate. Fino a quando l’arretrato non si ridurrà, gli esperti consigliano di presentare le domande con quattro-sei mesi di anticipo rispetto alla scadenza, monitorare quotidianamente la disponibilità e prevedere budget per spostamenti d’emergenza verso uffici con maggiore capacità.
Per le aziende, l’impatto operativo è concreto: progetti rallentati, stipendi fermi e possibili sanzioni per non conformità. I responsabili della mobilità dovrebbero rivedere i piani globali e informare il personale in trasferta sui rischi legali di lavorare senza un TIE valido, anche quando i ritardi dipendono da cause governative.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News