
Il popolare visto per nomadi digitali (DNV) della Spagna – il permesso di soggiorno rapido che consente ai lavoratori da remoto non appartenenti all’UE di vivere in Spagna fino a cinque anni – è appena diventato più costoso. In un decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dello Stato il 5 dicembre e confermato dal Ministero dell’Inclusione, della Sicurezza Sociale e della Migrazione nel weekend, il governo ha allineato il requisito economico del DNV al salario minimo interprofessionale (SMI) del 2025.
Con l’aumento dell’SMI a 1.381,50 € (in 12 mensilità), ora il visto richiede ai richiedenti di dimostrare un reddito mensile pari ad almeno il 200% di tale importo – 2.763 €, ovvero circa 33.156 € all’anno.
Il ministero ha inoltre aggiornato le regole per i familiari a carico. Il coniuge o partner registrato aggiunge ora il 75% dell’SMI (1.036 € al mese) e ogni figlio aggiuntivo il 25% (345 €). Le autorità spiegano che questo innalzamento mantiene il programma in linea con la politica salariale nazionale e risponde alle critiche secondo cui il sistema stava comprimendo i salari locali e alimentando la gentrificazione in hub tecnologici come Barcellona, Valencia e Málaga.
Dal lancio nel 2023, il DNV ha attirato oltre 32.000 richiedenti principali, secondo i dati governativi, con i cittadini statunitensi in testa, seguiti da professionisti digitali provenienti da Regno Unito, Argentina e India. Le agenzie immobiliari segnalano un aumento del 18% nella domanda di affitti a medio termine nel centro di Barcellona nel 2024, una tendenza che le autorità locali attribuiscono in parte all’arrivo di lavoratori da remoto con redditi elevati. Le nuove soglie di reddito, sostengono i funzionari, dovrebbero ridurre il divario tra il potere d’acquisto locale e quello degli espatriati senza intaccare l’attrattiva della Spagna per i talenti realmente mobili.
Per i responsabili della mobilità aziendale il cambiamento è immediato: le domande presentate dal 7 dicembre 2025 in poi devono rispettare le nuove soglie. Le aziende che coprono l’alloggio o pagano indennità dovrebbero verificare che i certificati salariali rispettino ancora i requisiti dopo la detrazione dei benefit in natura. Gli avvocati specializzati in immigrazione consigliano inoltre di controllare gli estratti conto bancari dei dipendenti per assicurarsi che le cifre dichiarate siano al netto delle commissioni di conversione valuta – un punto di controllo frequente presso l’Unidad de Grandes Empresas di Madrid.
Guardando al futuro, gli esperti prevedono che il requisito di reddito continuerà a seguire l’andamento dell’SMI, che viene tradizionalmente rivisto all’inizio di ogni anno dopo le trattative con sindacati e datori di lavoro. Se la Spagna raggiungerà l’obiettivo di portare il salario minimo al 60% della retribuzione media nazionale entro il 2027, un nuovo aumento per il DNV potrebbe arrivare già a gennaio 2027. Gli hub per il lavoro da remoto invitano quindi i potenziali candidati a presentare domanda il prima possibile o a pianificare un budget adeguato per eventuali futuri aumenti.
Con l’aumento dell’SMI a 1.381,50 € (in 12 mensilità), ora il visto richiede ai richiedenti di dimostrare un reddito mensile pari ad almeno il 200% di tale importo – 2.763 €, ovvero circa 33.156 € all’anno.
Il ministero ha inoltre aggiornato le regole per i familiari a carico. Il coniuge o partner registrato aggiunge ora il 75% dell’SMI (1.036 € al mese) e ogni figlio aggiuntivo il 25% (345 €). Le autorità spiegano che questo innalzamento mantiene il programma in linea con la politica salariale nazionale e risponde alle critiche secondo cui il sistema stava comprimendo i salari locali e alimentando la gentrificazione in hub tecnologici come Barcellona, Valencia e Málaga.
Dal lancio nel 2023, il DNV ha attirato oltre 32.000 richiedenti principali, secondo i dati governativi, con i cittadini statunitensi in testa, seguiti da professionisti digitali provenienti da Regno Unito, Argentina e India. Le agenzie immobiliari segnalano un aumento del 18% nella domanda di affitti a medio termine nel centro di Barcellona nel 2024, una tendenza che le autorità locali attribuiscono in parte all’arrivo di lavoratori da remoto con redditi elevati. Le nuove soglie di reddito, sostengono i funzionari, dovrebbero ridurre il divario tra il potere d’acquisto locale e quello degli espatriati senza intaccare l’attrattiva della Spagna per i talenti realmente mobili.
Per i responsabili della mobilità aziendale il cambiamento è immediato: le domande presentate dal 7 dicembre 2025 in poi devono rispettare le nuove soglie. Le aziende che coprono l’alloggio o pagano indennità dovrebbero verificare che i certificati salariali rispettino ancora i requisiti dopo la detrazione dei benefit in natura. Gli avvocati specializzati in immigrazione consigliano inoltre di controllare gli estratti conto bancari dei dipendenti per assicurarsi che le cifre dichiarate siano al netto delle commissioni di conversione valuta – un punto di controllo frequente presso l’Unidad de Grandes Empresas di Madrid.
Guardando al futuro, gli esperti prevedono che il requisito di reddito continuerà a seguire l’andamento dell’SMI, che viene tradizionalmente rivisto all’inizio di ogni anno dopo le trattative con sindacati e datori di lavoro. Se la Spagna raggiungerà l’obiettivo di portare il salario minimo al 60% della retribuzione media nazionale entro il 2027, un nuovo aumento per il DNV potrebbe arrivare già a gennaio 2027. Gli hub per il lavoro da remoto invitano quindi i potenziali candidati a presentare domanda il prima possibile o a pianificare un budget adeguato per eventuali futuri aumenti.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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