
Il tanto atteso visto per nomadi digitali (DNV) della Spagna è diventato subito una delle prime scelte per chi vuole trasferirsi all’estero nel 2023, ma ora i richiedenti devono dimostrare di avere risorse finanziarie più consistenti. Il 5 dicembre 2025 lo studio specializzato Nomad Immigration Lawyers ha confermato che il Ministero dell’Inclusione, della Sicurezza Sociale e della Migrazione ha aggiornato il requisito economico in base all’aumento del salario minimo interprofessionale (SMI) di quest’anno.
Poiché la legge sul DNV richiede un reddito pari al 200% dell’SMI, il reddito mensile minimo sale da 2.600 € a circa 2.763 €, ovvero 33.156 € all’anno per un singolo richiedente. Il coniuge o partner deve aggiungere un ulteriore 75% dell’SMI (circa 1.036 € al mese) e ogni familiare a carico il 25% (circa 345 €).
Questo innalzamento della soglia è importante per due motivi. Primo, la domanda è in forte crescita: secondo il Ministero dell’Interno, da gennaio sono state aperte oltre 14.000 pratiche per lavoratori da remoto. Secondo, la Spagna vuole posizionare il DNV come uno strumento per attrarre residenti di alto valore che spendano, assumano e paghino tasse localmente. Adeguare i requisiti di reddito all’SMI garantisce che i nuovi arrivati contribuiscano almeno quanto i lavoratori locali, contrastando le critiche che il programma favorisca la gentrificazione.
Chi non raggiunge esattamente la soglia può comunque qualificarsi integrando con risparmi equivalenti al reddito mancante per due anni, ma i consolati controlleranno con maggiore attenzione estratti conto e contratti di lavoro esteri. Gli avvocati ricordano inoltre che almeno l’80% del fatturato deve provenire da clienti fuori dalla Spagna e che i nomadi digitali possono optare per la cosiddetta “Legge Beckham”, che prevede un’imposta fissa del 24% sul reddito di fonte spagnola fino a 600.000 €.
Per i responsabili HR e della mobilità globale il messaggio è chiaro: rivedere i pacchetti retributivi per i dipendenti che intendono utilizzare il DNV nel 2026. Le aziende potrebbero dover aumentare gli stipendi lordi o offrire indennità per permettere ai talenti chiave — in particolare fondatori single o giovani professionisti tech — di raggiungere la soglia richiesta. Le imprese che adottano contratti “remote-first” dovrebbero aggiornare i calcolatori del costo della vita e le lettere di assegnazione per evitare rifiuti dell’ultimo minuto. Infine, i consulenti consigliano di presentare le domande già all’inizio del primo trimestre 2026, prima che venga negoziato il prossimo adeguamento dell’SMI.
Poiché la legge sul DNV richiede un reddito pari al 200% dell’SMI, il reddito mensile minimo sale da 2.600 € a circa 2.763 €, ovvero 33.156 € all’anno per un singolo richiedente. Il coniuge o partner deve aggiungere un ulteriore 75% dell’SMI (circa 1.036 € al mese) e ogni familiare a carico il 25% (circa 345 €).
Questo innalzamento della soglia è importante per due motivi. Primo, la domanda è in forte crescita: secondo il Ministero dell’Interno, da gennaio sono state aperte oltre 14.000 pratiche per lavoratori da remoto. Secondo, la Spagna vuole posizionare il DNV come uno strumento per attrarre residenti di alto valore che spendano, assumano e paghino tasse localmente. Adeguare i requisiti di reddito all’SMI garantisce che i nuovi arrivati contribuiscano almeno quanto i lavoratori locali, contrastando le critiche che il programma favorisca la gentrificazione.
Chi non raggiunge esattamente la soglia può comunque qualificarsi integrando con risparmi equivalenti al reddito mancante per due anni, ma i consolati controlleranno con maggiore attenzione estratti conto e contratti di lavoro esteri. Gli avvocati ricordano inoltre che almeno l’80% del fatturato deve provenire da clienti fuori dalla Spagna e che i nomadi digitali possono optare per la cosiddetta “Legge Beckham”, che prevede un’imposta fissa del 24% sul reddito di fonte spagnola fino a 600.000 €.
Per i responsabili HR e della mobilità globale il messaggio è chiaro: rivedere i pacchetti retributivi per i dipendenti che intendono utilizzare il DNV nel 2026. Le aziende potrebbero dover aumentare gli stipendi lordi o offrire indennità per permettere ai talenti chiave — in particolare fondatori single o giovani professionisti tech — di raggiungere la soglia richiesta. Le imprese che adottano contratti “remote-first” dovrebbero aggiornare i calcolatori del costo della vita e le lettere di assegnazione per evitare rifiuti dell’ultimo minuto. Infine, i consulenti consigliano di presentare le domande già all’inizio del primo trimestre 2026, prima che venga negoziato il prossimo adeguamento dell’SMI.
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