
L'Ufficio Centrale di Statistica d'Irlanda (CSO) ha riportato che, nell'anno fino ad aprile 2025, 125.300 persone si sono trasferite nello Stato, con un calo del 16% rispetto ai 12 mesi precedenti. I dati, pubblicati l'11 dicembre nella revisione annuale della Rete Europea per la Migrazione (EMN), segnano il primo rallentamento significativo dalla riapertura completa delle frontiere nel 2022.
Gli analisti attribuiscono questa diminuzione principalmente a un minor numero di arrivi dall'Ucraina, poiché i flussi di Protezione Temporanea dell'UE si stabilizzano e i casi di ricongiungimento familiare diminuiscono. Tuttavia, la migrazione netta rimane positiva, con poco più di 40.000 persone, continuando a mettere pressione sul mercato immobiliare e del lavoro irlandese. Gli spostamenti legati all'occupazione restano predominanti: il DETE ha rilasciato un numero record di permessi di lavoro nei settori ICT, sanitario e delle costruzioni, compensando ampiamente il calo degli arrivi umanitari.
Per le aziende, il dato principale è che la carenza di talenti non si attenua. Sebbene il flusso di arrivi umanitari si sia ridotto, le imprese continuano a competere duramente per lavoratori stranieri qualificati, in particolare per coloro che possono ottenere i Permessi di Lavoro per Competenze Critiche. La prossima roadmap MAR introdurrà un nuovo costo a partire da marzo 2026, ma non risolverà i vincoli di offerta.
I dati evidenziano anche le sfide della pianificazione regionale. Dublino e Cork continuano ad assorbire la maggior parte dei migranti in entrata, mettendo sotto pressione i mercati degli affitti e i servizi pubblici. I team HR e di mobilità potrebbero dover accelerare i modelli “hub-and-spoke”, collocando gli espatriati in uffici satellite come Galway o Limerick, dove la disponibilità abitativa è leggermente migliore.
Praticamente, le aziende dovrebbero continuare a presentare le domande di permesso di lavoro con anticipo, monitorare i tempi di elaborazione (attualmente da sei a otto settimane per la maggior parte delle categorie) ed esplorare soluzioni remote-first o ibride per ampliare il bacino di talenti. Il CSO pubblicherà la prossima serie di dati sulla migrazione a marzo 2026, offrendo a decisori politici e datori di lavoro una visione più chiara per capire se il calo è un episodio isolato o una nuova tendenza.
Gli analisti attribuiscono questa diminuzione principalmente a un minor numero di arrivi dall'Ucraina, poiché i flussi di Protezione Temporanea dell'UE si stabilizzano e i casi di ricongiungimento familiare diminuiscono. Tuttavia, la migrazione netta rimane positiva, con poco più di 40.000 persone, continuando a mettere pressione sul mercato immobiliare e del lavoro irlandese. Gli spostamenti legati all'occupazione restano predominanti: il DETE ha rilasciato un numero record di permessi di lavoro nei settori ICT, sanitario e delle costruzioni, compensando ampiamente il calo degli arrivi umanitari.
Per le aziende, il dato principale è che la carenza di talenti non si attenua. Sebbene il flusso di arrivi umanitari si sia ridotto, le imprese continuano a competere duramente per lavoratori stranieri qualificati, in particolare per coloro che possono ottenere i Permessi di Lavoro per Competenze Critiche. La prossima roadmap MAR introdurrà un nuovo costo a partire da marzo 2026, ma non risolverà i vincoli di offerta.
I dati evidenziano anche le sfide della pianificazione regionale. Dublino e Cork continuano ad assorbire la maggior parte dei migranti in entrata, mettendo sotto pressione i mercati degli affitti e i servizi pubblici. I team HR e di mobilità potrebbero dover accelerare i modelli “hub-and-spoke”, collocando gli espatriati in uffici satellite come Galway o Limerick, dove la disponibilità abitativa è leggermente migliore.
Praticamente, le aziende dovrebbero continuare a presentare le domande di permesso di lavoro con anticipo, monitorare i tempi di elaborazione (attualmente da sei a otto settimane per la maggior parte delle categorie) ed esplorare soluzioni remote-first o ibride per ampliare il bacino di talenti. Il CSO pubblicherà la prossima serie di dati sulla migrazione a marzo 2026, offrendo a decisori politici e datori di lavoro una visione più chiara per capire se il calo è un episodio isolato o una nuova tendenza.
Fonte: The Irish Times / VisaHQ
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