
Un’analisi dettagliata dell’impatto, pubblicata il 17 dicembre 2025 dal sito di settore PNC-Contact e basata su dati Eurocontrol, stima che lo sciopero dei controllori di volo francesi del 3-4 luglio 2025 sia costato alle compagnie aeree europee 120 milioni di euro. Di questa cifra, 73 milioni derivano da 2.058 cancellazioni di voli, mentre 47 milioni sono attribuibili a compensazioni per ritardi, deviazioni e violazioni dei limiti di servizio degli equipaggi.
Il rapporto evidenzia che il 26% dei controllori francesi ha partecipato allo sciopero di 48 ore, che ha coinciso con l’inizio del picco delle vacanze estive. Gli aeroporti di Parigi-CDG, Orly e Nizza sono stati i più colpiti, ma gli effetti si sono propagati in tutto lo spazio aereo europeo, con le compagnie costrette a deviare i voli intorno alle FIR francesi.
Eurocontrol avverte che azioni sindacali ripetute potrebbero compromettere gli obiettivi UE di riduzione delle emissioni nel settore aereo del 55% entro il 2030, poiché le rotte più lunghe hanno generato 6.400 tonnellate di CO₂ solo in quei due giorni. Le compagnie aeree sollecitano la Commissione Europea a rilanciare il dialogo su garanzie di servizio minimo e arbitrato obbligatorio.
Per i budget aziendali dedicati ai viaggi, i dati sottolineano l’importanza di clausole di contingenza negli accordi quadro con le compagnie aeree e la necessità di opzioni multimodali, soprattutto per i voli intra-UE sotto i 700 km, dove il treno può rappresentare un’alternativa valida nei giorni di sciopero.
Il rapporto evidenzia che il 26% dei controllori francesi ha partecipato allo sciopero di 48 ore, che ha coinciso con l’inizio del picco delle vacanze estive. Gli aeroporti di Parigi-CDG, Orly e Nizza sono stati i più colpiti, ma gli effetti si sono propagati in tutto lo spazio aereo europeo, con le compagnie costrette a deviare i voli intorno alle FIR francesi.
Eurocontrol avverte che azioni sindacali ripetute potrebbero compromettere gli obiettivi UE di riduzione delle emissioni nel settore aereo del 55% entro il 2030, poiché le rotte più lunghe hanno generato 6.400 tonnellate di CO₂ solo in quei due giorni. Le compagnie aeree sollecitano la Commissione Europea a rilanciare il dialogo su garanzie di servizio minimo e arbitrato obbligatorio.
Per i budget aziendali dedicati ai viaggi, i dati sottolineano l’importanza di clausole di contingenza negli accordi quadro con le compagnie aeree e la necessità di opzioni multimodali, soprattutto per i voli intra-UE sotto i 700 km, dove il treno può rappresentare un’alternativa valida nei giorni di sciopero.
Fonte: PNC-Contact