
Un numero crescente di professionisti con visto H-1B, rientrati in patria per le festività, si ritrova bloccato all’estero a causa del rinvio dei colloqui per il visto presso i consolati USA, ora fissati per marzo 2026 o oltre. Avvocati specializzati in immigrazione, intervistati il 17 dicembre, riferiscono che gli ufficiali consolari dedicano più tempo ai protocolli di verifica dei social media ampliati dall’amministrazione Trump, aggiungendo almeno sei mesi a un calendario già congestionato.
I ritardi colpiscono in modo particolare l’India, che fornisce oltre il 70% dei nuovi talenti H-1B. Un consulente di ingegneria meccanica ha raccontato al Times of India che il suo appuntamento del 22 dicembre a Hyderabad è stato improvvisamente spostato al 14 marzo, mettendo a rischio un progetto quinquennale con un fornitore automobilistico di Detroit. I datori di lavoro si trovano davanti a una scelta difficile: mantenere aperte le posizioni, subire ritardi nei progetti o spendere fino a 100.000 dollari per una nuova petizione per un sostituto, una spesa che molte aziende considerano proibitiva.
Secondo le attuali direttive del Dipartimento di Stato, i richiedenti che devono compilare il modulo DS-5535 con “domande supplementari” devono fornire i nomi utente di tutte le piattaforme social utilizzate negli ultimi cinque anni. Gli ufficiali possono quindi inviare i casi per l’autorizzazione alla sicurezza a Washington, un processo che, secondo fonti interne, può superare i 180 giorni se il profilo digitale del richiedente è ampio.
I responsabili della mobilità aziendale dovrebbero consigliare al personale H-1B in viaggio di prenotare con largo anticipo i rinnovi tramite drop-box, assicurarsi che le lettere di continuità lavorativa siano su carta intestata aziendale e preparare personale di riserva per ruoli critici. Alcune aziende stanno autorizzando il lavoro remoto a breve termine dall’India, ma è necessario rivedere le normative su buste paga, PE e controlli alle esportazioni.
A lungo termine, questa situazione evidenzia la vulnerabilità della categoria H-1B alle oscillazioni politiche. Gli analisti prevedono che la tassa di 100.000 dollari per il fast-track, proposta nella proclamazione di settembre “Restrizione sull’ingresso di alcuni lavoratori non immigranti”, spingerà la domanda verso la nuova strategia canadese Tech Talent e il visto per nomadi digitali messicano, a meno che i tempi di elaborazione USA non si stabilizzino.
I ritardi colpiscono in modo particolare l’India, che fornisce oltre il 70% dei nuovi talenti H-1B. Un consulente di ingegneria meccanica ha raccontato al Times of India che il suo appuntamento del 22 dicembre a Hyderabad è stato improvvisamente spostato al 14 marzo, mettendo a rischio un progetto quinquennale con un fornitore automobilistico di Detroit. I datori di lavoro si trovano davanti a una scelta difficile: mantenere aperte le posizioni, subire ritardi nei progetti o spendere fino a 100.000 dollari per una nuova petizione per un sostituto, una spesa che molte aziende considerano proibitiva.
Secondo le attuali direttive del Dipartimento di Stato, i richiedenti che devono compilare il modulo DS-5535 con “domande supplementari” devono fornire i nomi utente di tutte le piattaforme social utilizzate negli ultimi cinque anni. Gli ufficiali possono quindi inviare i casi per l’autorizzazione alla sicurezza a Washington, un processo che, secondo fonti interne, può superare i 180 giorni se il profilo digitale del richiedente è ampio.
I responsabili della mobilità aziendale dovrebbero consigliare al personale H-1B in viaggio di prenotare con largo anticipo i rinnovi tramite drop-box, assicurarsi che le lettere di continuità lavorativa siano su carta intestata aziendale e preparare personale di riserva per ruoli critici. Alcune aziende stanno autorizzando il lavoro remoto a breve termine dall’India, ma è necessario rivedere le normative su buste paga, PE e controlli alle esportazioni.
A lungo termine, questa situazione evidenzia la vulnerabilità della categoria H-1B alle oscillazioni politiche. Gli analisti prevedono che la tassa di 100.000 dollari per il fast-track, proposta nella proclamazione di settembre “Restrizione sull’ingresso di alcuni lavoratori non immigranti”, spingerà la domanda verso la nuova strategia canadese Tech Talent e il visto per nomadi digitali messicano, a meno che i tempi di elaborazione USA non si stabilizzino.
Fonte: The Times of India
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