
Il 18 dicembre 2025, il Ministero dell’Interno ha ordinato alle guardie di frontiera e a Migri di rifiutare le domande di protezione temporanea da parte di persone che già possiedono tale status in un altro Stato membro dell’UE. Gli agenti effettueranno ora controlli in tempo reale su un database europeo prima di accettare qualsiasi richiesta, applicando l’articolo 11 della Direttiva sulla Protezione Temporanea.
Questa misura mira a contenere un piccolo ma crescente flusso — circa 1.200 casi nel 2025 — di cittadini ucraini che si trasferiscono dalla Polonia o dalla Germania per usufruire in Finlandia di un’indennità abitativa più generosa e di un accesso più rapido al mercato del lavoro. Migri prevede una riduzione dell’80% delle domande dopo l’entrata in vigore della direttiva.
I datori di lavoro devono ora verificare lo status di protezione esistente del candidato già nelle prime fasi del processo di assunzione. I lavoratori trasferiti con protezione temporanea in un altro Stato membro dovranno convertire il loro permesso in un titolo di lavoro, come la Carta Blu UE, prima di trasferirsi. I team di mobilità dovrebbero aggiornare le FAQ sul reclutamento e inserire domande di screening nei portali HR.
Le ONG per i diritti umani temono che la misura possa bloccare le famiglie che cercano di ricongiungersi in Finlandia, ma le autorità sottolineano che permessi di asilo o di lavoro standard restano disponibili se si soddisfano i requisiti. Le aziende dovrebbero preparare modelli di lettere per spiegare ai candidati interessati le alternative per ottenere permessi.
La politica allinea la Finlandia agli altri Paesi nordici dell’UE che nel 2025 hanno inasprito le regole per contrastare il cosiddetto “benefit shopping”. Sarà chiaro dalle statistiche di Migri la prossima primavera se questa misura ridurrà il carico amministrativo o semplicemente sposterà le domande verso altre categorie.
Questa misura mira a contenere un piccolo ma crescente flusso — circa 1.200 casi nel 2025 — di cittadini ucraini che si trasferiscono dalla Polonia o dalla Germania per usufruire in Finlandia di un’indennità abitativa più generosa e di un accesso più rapido al mercato del lavoro. Migri prevede una riduzione dell’80% delle domande dopo l’entrata in vigore della direttiva.
I datori di lavoro devono ora verificare lo status di protezione esistente del candidato già nelle prime fasi del processo di assunzione. I lavoratori trasferiti con protezione temporanea in un altro Stato membro dovranno convertire il loro permesso in un titolo di lavoro, come la Carta Blu UE, prima di trasferirsi. I team di mobilità dovrebbero aggiornare le FAQ sul reclutamento e inserire domande di screening nei portali HR.
Le ONG per i diritti umani temono che la misura possa bloccare le famiglie che cercano di ricongiungersi in Finlandia, ma le autorità sottolineano che permessi di asilo o di lavoro standard restano disponibili se si soddisfano i requisiti. Le aziende dovrebbero preparare modelli di lettere per spiegare ai candidati interessati le alternative per ottenere permessi.
La politica allinea la Finlandia agli altri Paesi nordici dell’UE che nel 2025 hanno inasprito le regole per contrastare il cosiddetto “benefit shopping”. Sarà chiaro dalle statistiche di Migri la prossima primavera se questa misura ridurrà il carico amministrativo o semplicemente sposterà le domande verso altre categorie.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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