
La Svizzera punta sugli strumenti digitali per rendere i suoi servizi consolari a prova di futuro. Il 19 dicembre il Consiglio federale ha adottato la prima Strategia Consolare nazionale per il periodo 2026-29, pubblicata il 20 dicembre dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Il piano, articolato su quattro pilastri — prevenzione, protezione d’emergenza, servizi amministrativi e gestione dei visti — mira a trasformare le ambasciate svizzere in centri di servizio agili, in un’epoca di rischi geopolitici crescenti e mobilità record.
Le rappresentanze svizzere gestiscono già circa 700.000 domande di visto all’anno, assistono 800.000 cittadini all’estero e supportano oltre 12 milioni di viaggi verso la Svizzera. Con la nuova strategia, le ambasciate sperimenteranno messaggi di crisi basati sull’intelligenza artificiale, introdurranno il rinnovo passaporti mobile-first e installeranno chioschi biometrici collegati direttamente al Sistema Entrata/Uscita dell’UE, riducendo i tempi di attesa per i richiedenti.
Il mondo imprenditoriale è un interlocutore chiave. Il DFAE promette tempi più rapidi per le autorizzazioni di lavoro e canali di escalation più chiari in caso di evacuazioni d’emergenza per il personale espatriato. Le federazioni di settore hanno accolto positivamente l’iniziativa, ma hanno sottolineato che le tariffe devono restare competitive rispetto agli Stati Schengen vicini per non scoraggiare gli investimenti.
Per i team di mobilità aziendale il messaggio è prepararsi a un maggiore self-service. L’upload digitale dei documenti e dashboard di monitoraggio in tempo reale diventeranno la norma, riducendo i costi di corriere ma sollevando questioni di cybersecurity che i reparti HR-IT dovranno gestire. Il DFAE assicura che la protezione dei dati rispetterà gli standard rigorosi svizzeri e sarà sottoposta a controlli annuali.
Il lancio partirà da 15 “postazioni di innovazione”, tra cui le sezioni visti più frequentate di Berna a Pechino, Nuova Delhi e San Paolo, con un’espansione globale prevista per il 2028. Meccanismi di feedback, inclusi scorecard pubblici, permetteranno a imprese e viaggiatori di valutare la qualità del servizio — una novità per gli affari consolari svizzeri.
Le rappresentanze svizzere gestiscono già circa 700.000 domande di visto all’anno, assistono 800.000 cittadini all’estero e supportano oltre 12 milioni di viaggi verso la Svizzera. Con la nuova strategia, le ambasciate sperimenteranno messaggi di crisi basati sull’intelligenza artificiale, introdurranno il rinnovo passaporti mobile-first e installeranno chioschi biometrici collegati direttamente al Sistema Entrata/Uscita dell’UE, riducendo i tempi di attesa per i richiedenti.
Il mondo imprenditoriale è un interlocutore chiave. Il DFAE promette tempi più rapidi per le autorizzazioni di lavoro e canali di escalation più chiari in caso di evacuazioni d’emergenza per il personale espatriato. Le federazioni di settore hanno accolto positivamente l’iniziativa, ma hanno sottolineato che le tariffe devono restare competitive rispetto agli Stati Schengen vicini per non scoraggiare gli investimenti.
Per i team di mobilità aziendale il messaggio è prepararsi a un maggiore self-service. L’upload digitale dei documenti e dashboard di monitoraggio in tempo reale diventeranno la norma, riducendo i costi di corriere ma sollevando questioni di cybersecurity che i reparti HR-IT dovranno gestire. Il DFAE assicura che la protezione dei dati rispetterà gli standard rigorosi svizzeri e sarà sottoposta a controlli annuali.
Il lancio partirà da 15 “postazioni di innovazione”, tra cui le sezioni visti più frequentate di Berna a Pechino, Nuova Delhi e San Paolo, con un’espansione globale prevista per il 2028. Meccanismi di feedback, inclusi scorecard pubblici, permetteranno a imprese e viaggiatori di valutare la qualità del servizio — una novità per gli affari consolari svizzeri.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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