
L’accordo di punta del Home Office, il sistema “uno dentro, uno fuori” con la Francia, ha subito un primo intoppo ieri (7 gennaio 2026) quando il primo volo di rimpatrio programmato per l’anno è stato cancellato senza spiegazioni. Dieci richiedenti asilo detenuti a Harmondsworth dovevano imbarcarsi su un volo charter mattutino per Parigi, ma è stato loro comunicato che i pass di viaggio erano stati annullati. Le autorità hanno rifiutato di commentare, citando la riservatezza operativa.
La cancellazione inspiegata riapre il dibattito sull’efficacia economica della politica — i voli charter costano in media circa 250.000 sterline — e sulla solidità legale dei rimpatri rapidi. Le testimonianze raccolte da ONG denunciano una selezione arbitraria: su 80 persone arrivate sullo stesso piccolo natante attraverso la Manica, solo dieci sono state trattenute per il rimpatrio, mentre le altre sono entrate nel sistema di asilo britannico.
Secondo il meccanismo reciproco, la Francia accetta un migrante rimpatriato dal Regno Unito per ogni persona trasferita in direzione opposta. Dal lancio dello scorso settembre, 193 persone sono state rimpatriate dal Regno Unito e 195 accolte dalla Francia. Consulenti per l’immigrazione d’affari sottolineano che, sebbene il programma miri a contrastare la migrazione irregolare, i problemi operativi assorbono risorse della Border Force che potrebbero invece essere destinate all’elaborazione dei visti per lavoro.
I datori di lavoro devono prepararsi a possibili ritardi improvvisi nei voli charter da Heathrow e Biggin Hill, dove il traffico aereo può temporaneamente rallentare. Le ripercussioni politiche potrebbero inoltre spingere a nuove modifiche al Border Security Act, con un aumento delle ispezioni per la verifica del diritto al lavoro previsto entro la fine dell’anno.
La cancellazione inspiegata riapre il dibattito sull’efficacia economica della politica — i voli charter costano in media circa 250.000 sterline — e sulla solidità legale dei rimpatri rapidi. Le testimonianze raccolte da ONG denunciano una selezione arbitraria: su 80 persone arrivate sullo stesso piccolo natante attraverso la Manica, solo dieci sono state trattenute per il rimpatrio, mentre le altre sono entrate nel sistema di asilo britannico.
Secondo il meccanismo reciproco, la Francia accetta un migrante rimpatriato dal Regno Unito per ogni persona trasferita in direzione opposta. Dal lancio dello scorso settembre, 193 persone sono state rimpatriate dal Regno Unito e 195 accolte dalla Francia. Consulenti per l’immigrazione d’affari sottolineano che, sebbene il programma miri a contrastare la migrazione irregolare, i problemi operativi assorbono risorse della Border Force che potrebbero invece essere destinate all’elaborazione dei visti per lavoro.
I datori di lavoro devono prepararsi a possibili ritardi improvvisi nei voli charter da Heathrow e Biggin Hill, dove il traffico aereo può temporaneamente rallentare. Le ripercussioni politiche potrebbero inoltre spingere a nuove modifiche al Border Security Act, con un aumento delle ispezioni per la verifica del diritto al lavoro previsto entro la fine dell’anno.
Fonte: The Guardian
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