
Stati Uniti e Canada hanno confermato i piani per lanciare due nuovi progetti di precontrollo quest’anno, dopo che l’ambasciatore USA Pete Hoekstra aveva messo in dubbio il futuro del programma lo scorso autunno. In un’intervista pubblicata l’11 gennaio dalla Canadian Press, la U.S. Customs and Border Protection (CBP) ha definito il precontrollo un “elemento cruciale” della sua strategia di frontiera estesa.
Il precontrollo consente agli agenti statunitensi di controllare i viaggiatori direttamente nei punti di partenza canadesi, riducendo così le code negli aeroporti e ai valichi terrestri americani. Attualmente gli USA operano in otto aeroporti canadesi e in un terminal marittimo; i prossimi siti includono l’aeroporto Billy Bishop di Toronto, la cui costruzione si è conclusa a dicembre, e Cannon Corners, New York, la prima struttura gestita dal Canada sul suolo statunitense.
Il governo di Ottawa ha annunciato che la struttura di Billy Bishop aprirà entro la primavera, permettendo ad Air Canada di aggiungere nuove rotte verso New York, Boston, Washington e Chicago. Public Safety Canada ha inoltre confermato che sono in fase di studio l’espansione a stazioni ferroviarie e terminal marittimi, come la stazione centrale di Montréal e il terminal crociere di Vancouver.
Per i team di mobilità aziendale, l’ampliamento del precontrollo significa collegamenti più rapidi e un rischio minore di perdere voli durante gli spostamenti verso destinazioni USA. Tuttavia, le aziende dovrebbero aggiornare le linee guida per i viaggi dei dipendenti, includendo le procedure di sicurezza svolte sul suolo canadese, e assicurarsi che le iscrizioni a Global Entry o NEXUS siano compatibili con i nuovi punti di partenza. Anche le società di logistica potrebbero trarre vantaggio dall’eventuale apertura di siti di precontrollo terrestri, riducendo i tempi di attesa al confine per le spedizioni just-in-time.
Il precontrollo consente agli agenti statunitensi di controllare i viaggiatori direttamente nei punti di partenza canadesi, riducendo così le code negli aeroporti e ai valichi terrestri americani. Attualmente gli USA operano in otto aeroporti canadesi e in un terminal marittimo; i prossimi siti includono l’aeroporto Billy Bishop di Toronto, la cui costruzione si è conclusa a dicembre, e Cannon Corners, New York, la prima struttura gestita dal Canada sul suolo statunitense.
Il governo di Ottawa ha annunciato che la struttura di Billy Bishop aprirà entro la primavera, permettendo ad Air Canada di aggiungere nuove rotte verso New York, Boston, Washington e Chicago. Public Safety Canada ha inoltre confermato che sono in fase di studio l’espansione a stazioni ferroviarie e terminal marittimi, come la stazione centrale di Montréal e il terminal crociere di Vancouver.
Per i team di mobilità aziendale, l’ampliamento del precontrollo significa collegamenti più rapidi e un rischio minore di perdere voli durante gli spostamenti verso destinazioni USA. Tuttavia, le aziende dovrebbero aggiornare le linee guida per i viaggi dei dipendenti, includendo le procedure di sicurezza svolte sul suolo canadese, e assicurarsi che le iscrizioni a Global Entry o NEXUS siano compatibili con i nuovi punti di partenza. Anche le società di logistica potrebbero trarre vantaggio dall’eventuale apertura di siti di precontrollo terrestri, riducendo i tempi di attesa al confine per le spedizioni just-in-time.
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