
I voli in arrivo nel più trafficato scalo europeo sono stati sospesi per circa 20 minuti nel pomeriggio del 14 gennaio, dopo che i controllori del traffico aereo hanno segnalato un possibile avvistamento di un drone vicino alla traiettoria di avvicinamento finale di Heathrow. Il volo svizzero LX324 da Zurigo è stato dirottato su Gatwick dopo che le riserve di carburante in attesa hanno superato i limiti; diversi voli in partenza hanno subito ritardi mentre le squadre di sicurezza conducevano le indagini.
Heathrow ha rapidamente ripreso le normali operazioni, ma l’episodio ha riacceso il dibattito sulle tecnologie anti-drone. L’aeroporto ha installato radar anti-UAV e disturbatori di frequenze radio dopo il clamoroso blocco di Gatwick nel 2018, tuttavia le autorità del controllo del traffico aereo adottano ancora una politica di “sicurezza prima di tutto” che prevede la sospensione dei voli fino alla verifica degli avvistamenti.
Sebbene questa volta il disagio sia stato limitato, gli esperti di mobilità avvertono che anche brevi chiusure possono avere effetti a catena su orari già molto serrati, soprattutto in inverno, quando i ritardi legati al maltempo sono frequenti. I viaggiatori con coincidenze critiche sono invitati a monitorare attentamente gli aggiornamenti sullo stato dei voli e a prevedere tempi di margine.
Secondo la legge britannica, pilotare un drone all’interno della Zona di Restrizione di Volo dell’aeroporto è un reato penale punibile con fino a cinque anni di carcere. La Polizia Metropolitana ha dichiarato di essere al lavoro sull’analisi dei dati radar e delle telecamere di sorveglianza pubbliche per identificare l’operatore.
Organizzazioni di settore come Airlines UK hanno ribadito la richiesta di un’identificazione elettronica obbligatoria per i droni civili e di un inasprimento dei controlli per garantire la sicurezza dell’aviazione e la fiducia dei passeggeri.
Heathrow ha rapidamente ripreso le normali operazioni, ma l’episodio ha riacceso il dibattito sulle tecnologie anti-drone. L’aeroporto ha installato radar anti-UAV e disturbatori di frequenze radio dopo il clamoroso blocco di Gatwick nel 2018, tuttavia le autorità del controllo del traffico aereo adottano ancora una politica di “sicurezza prima di tutto” che prevede la sospensione dei voli fino alla verifica degli avvistamenti.
Sebbene questa volta il disagio sia stato limitato, gli esperti di mobilità avvertono che anche brevi chiusure possono avere effetti a catena su orari già molto serrati, soprattutto in inverno, quando i ritardi legati al maltempo sono frequenti. I viaggiatori con coincidenze critiche sono invitati a monitorare attentamente gli aggiornamenti sullo stato dei voli e a prevedere tempi di margine.
Secondo la legge britannica, pilotare un drone all’interno della Zona di Restrizione di Volo dell’aeroporto è un reato penale punibile con fino a cinque anni di carcere. La Polizia Metropolitana ha dichiarato di essere al lavoro sull’analisi dei dati radar e delle telecamere di sorveglianza pubbliche per identificare l’operatore.
Organizzazioni di settore come Airlines UK hanno ribadito la richiesta di un’identificazione elettronica obbligatoria per i droni civili e di un inasprimento dei controlli per garantire la sicurezza dell’aviazione e la fiducia dei passeggeri.
Fonte: AOL News / The Independent
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