
La compagnia di trasporti regionale vallona TEC ha confermato ufficialmente che i suoi autisti sciopereranno da lunedì 26 a venerdì 30 gennaio, in concomitanza con lo sciopero ferroviario nazionale, minacciando di paralizzare la mobilità nel sud del Belgio.
I sindacati accusano il governo vallone di imporre misure di austerità, tra cui il blocco delle assunzioni e la razionalizzazione delle linee. La direzione risponde che l’aumento dei costi salariali e il calo dei passeggeri richiedono una riforma strutturale. Le trattative sono naufragate il 22 gennaio, portando alla conferma dello sciopero due giorni dopo.
Lo sciopero TEC cancellerà la maggior parte dei servizi regionali di autobus, lasciando molte città senza trasporto pubblico e isolando i collegamenti con snodi ferroviari come Charleroi-Sud e Namur. Per i lavoratori distaccati e transfrontalieri che dipendono da TEC per raggiungere le zone industriali vicino al confine francese, le aziende stanno organizzando navette che rispettino le norme su cabotaggio e tachigrafo.
L’azione simultanea di sindacati ferroviari e degli autobus mette in luce la frammentazione della governance dei trasporti in Belgio, dove sistemi federali e regionali si intrecciano. Gli esperti di mobilità avvertono che il disagio potrebbe pesare sulla produttività proprio mentre le aziende finalizzano le dichiarazioni fiscali di fine anno, che richiedono lo scambio fisico di documenti con le amministrazioni locali.
Il settore turistico vallone teme cancellazioni dell’ultimo minuto nei centri sciistici delle Ardenne, mentre gli ospedali hanno attivato piani di car pooling d’emergenza per garantire la presenza del personale. TEC assicura che comunicherà con 24 ore di anticipo i servizi minimi garantiti, ma avverte che i blocchi nei depositi potrebbero impedire anche la partenza di quegli autobus.
I sindacati accusano il governo vallone di imporre misure di austerità, tra cui il blocco delle assunzioni e la razionalizzazione delle linee. La direzione risponde che l’aumento dei costi salariali e il calo dei passeggeri richiedono una riforma strutturale. Le trattative sono naufragate il 22 gennaio, portando alla conferma dello sciopero due giorni dopo.
Lo sciopero TEC cancellerà la maggior parte dei servizi regionali di autobus, lasciando molte città senza trasporto pubblico e isolando i collegamenti con snodi ferroviari come Charleroi-Sud e Namur. Per i lavoratori distaccati e transfrontalieri che dipendono da TEC per raggiungere le zone industriali vicino al confine francese, le aziende stanno organizzando navette che rispettino le norme su cabotaggio e tachigrafo.
L’azione simultanea di sindacati ferroviari e degli autobus mette in luce la frammentazione della governance dei trasporti in Belgio, dove sistemi federali e regionali si intrecciano. Gli esperti di mobilità avvertono che il disagio potrebbe pesare sulla produttività proprio mentre le aziende finalizzano le dichiarazioni fiscali di fine anno, che richiedono lo scambio fisico di documenti con le amministrazioni locali.
Il settore turistico vallone teme cancellazioni dell’ultimo minuto nei centri sciistici delle Ardenne, mentre gli ospedali hanno attivato piani di car pooling d’emergenza per garantire la presenza del personale. TEC assicura che comunicherà con 24 ore di anticipo i servizi minimi garantiti, ma avverte che i blocchi nei depositi potrebbero impedire anche la partenza di quegli autobus.
Fonte: Belga News Agency
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