
Nelle prime ore del 29 gennaio, la polizia regionale del New Territories South di Hong Kong, insieme agli agenti del distretto aeroportuale e al Dipartimento Immigrazione, ha effettuato una serie di perquisizioni in hotel, appartamenti e negozi a livello strada nelle zone di Kwai Tsing, Tsuen Wan, Sha Tin e Tung Chung, arrestando 35 sospetti per vari reati legati all’immigrazione e alla falsificazione. (hk01.com)
Operazioni denominate “Champion” e “Landmaster”, queste retate coordinate hanno colpito sia reti di prostituzione sia intermediari clandestini che forniscono lavoratori occasionali a cantieri edili e ristoranti. Tra gli arrestati figurano 13 donne cinesi continentali accusate di violare le condizioni di soggiorno offrendo servizi sessuali, quattro uomini locali sospettati di impiegare lavoratori irregolari e persone in possesso di carte d’identità di Hong Kong contraffatte. I sospetti, di età compresa tra 20 e 69 anni, sono stati trattenuti per reati quali il soggiorno oltre il permesso, l’uso di documenti falsi e l’accettazione di lavoro con status di visitatore.
Le retate riflettono la preoccupazione del governo per un possibile aumento di visitatori a breve termine — che si avvicina ai livelli pre-pandemia — che potrebbe alimentare un mercato del lavoro sommerso se non controllato. La polizia ha annunciato che continuerà con operazioni “blitz” basate su informazioni di intelligence in vista del picco dei viaggi durante le festività, invitando proprietari e datori di lavoro a verificare lo status di inquilini e lavoratori tramite il sistema online “iPermit” del Dipartimento Immigrazione.
Per i responsabili HR e della mobilità, l’operazione sottolinea l’importanza di rigorosi controlli sul diritto al lavoro quando si ricorre a fornitori terzi come traslocatori, addetti alle pulizie e personale per eventi. Le aziende che risultano aver “consapevolmente” assunto lavoratori non autorizzati rischiano multe fino a 350.000 HKD e fino a tre anni di reclusione secondo l’Ordinanza sull’Immigrazione.
Il Dipartimento Immigrazione ha ricordato ai visitatori che rimanere a Hong Kong per lavoro o servizi retribuiti senza un visto di lavoro è illegale, indipendentemente dalla durata o dalla natura dell’attività.
Operazioni denominate “Champion” e “Landmaster”, queste retate coordinate hanno colpito sia reti di prostituzione sia intermediari clandestini che forniscono lavoratori occasionali a cantieri edili e ristoranti. Tra gli arrestati figurano 13 donne cinesi continentali accusate di violare le condizioni di soggiorno offrendo servizi sessuali, quattro uomini locali sospettati di impiegare lavoratori irregolari e persone in possesso di carte d’identità di Hong Kong contraffatte. I sospetti, di età compresa tra 20 e 69 anni, sono stati trattenuti per reati quali il soggiorno oltre il permesso, l’uso di documenti falsi e l’accettazione di lavoro con status di visitatore.
Le retate riflettono la preoccupazione del governo per un possibile aumento di visitatori a breve termine — che si avvicina ai livelli pre-pandemia — che potrebbe alimentare un mercato del lavoro sommerso se non controllato. La polizia ha annunciato che continuerà con operazioni “blitz” basate su informazioni di intelligence in vista del picco dei viaggi durante le festività, invitando proprietari e datori di lavoro a verificare lo status di inquilini e lavoratori tramite il sistema online “iPermit” del Dipartimento Immigrazione.
Per i responsabili HR e della mobilità, l’operazione sottolinea l’importanza di rigorosi controlli sul diritto al lavoro quando si ricorre a fornitori terzi come traslocatori, addetti alle pulizie e personale per eventi. Le aziende che risultano aver “consapevolmente” assunto lavoratori non autorizzati rischiano multe fino a 350.000 HKD e fino a tre anni di reclusione secondo l’Ordinanza sull’Immigrazione.
Il Dipartimento Immigrazione ha ricordato ai visitatori che rimanere a Hong Kong per lavoro o servizi retribuiti senza un visto di lavoro è illegale, indipendentemente dalla durata o dalla natura dell’attività.
Fonte: HK01
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