
L’Amministrazione Nazionale per l’Immigrazione della Cina (NIA) ha rivelato il 28 gennaio di aver gestito 697 milioni di movimenti transfrontalieri nel 2025, con un aumento del 14,2% rispetto all’anno precedente, il dato più alto mai registrato. Particolarmente rilevante per Hong Kong, i residenti della RAS di Hong Kong, Macao e Taiwan hanno effettuato 279 milioni di questi spostamenti, con un incremento del 10% che evidenzia la ripresa della mobilità nella regione. (globaltimes.cn)
I dati mostrano che i corridoi tra la Cina continentale e Hong Kong sono tornati a essere molto attivi dopo anni di interruzioni dovute alla pandemia. Gli analisti attribuiscono questo aumento all’ampliamento degli accordi di esenzione dal visto reciproca, alla riduzione delle quarantene e al miglioramento dell’interoperabilità dei canali elettronici, che ora permettono ai residenti permanenti a partire dai sette anni di età di utilizzare i varchi automatici in entrambe le RAS.
Anche i cittadini stranieri hanno effettuato 82 milioni di ingressi, di cui 30 milioni senza visto, a testimonianza della spinta di Pechino a rilanciare i viaggi d’affari. Sebbene gran parte di questo traffico passi per Shanghai e Pechino, Hong Kong continua a beneficiare del suo ruolo unico di porta d’ingresso meridionale: Cathay Pacific ha trasportato un record di 126.000 passeggeri in un solo giorno all’inizio di questo mese e ha ripristinato le rotte per Barcellona e Seattle per il secondo trimestre del 2026.
Per le aziende che gestiscono trasferimenti nella Greater Bay Area, i dati indicano un ritorno a volumi di mobilità quasi normali e mettono in luce alcuni punti critici di capacità. I valichi di Shenzhen Bay e Lok Ma Chau hanno gestito il 25% in più di viaggiatori a dicembre rispetto all’anno precedente, spingendo le autorità a sperimentare canali aggiuntivi con riconoscimento dell’iride. I datori di lavoro dovrebbero quindi aggiornare le briefing sulla sicurezza dei viaggi, in particolare sui tempi di elaborazione e sui requisiti dei certificati sanitari digitali, che restano obbligatori per alcune province della Cina continentale.
Guardando al futuro, la NIA ha promesso di ampliare il rinnovo online dei documenti di ingresso e uscita e di aggiungere altri paesi alla lista dei visti esenti nel 2026. Se questi obiettivi saranno raggiunti, le multinazionali con sede a Hong Kong potrebbero beneficiare di tempi di rilascio più rapidi per i visti d’affari per la Cina continentale e di procedure più fluide per le assegnazioni regionali.
I dati mostrano che i corridoi tra la Cina continentale e Hong Kong sono tornati a essere molto attivi dopo anni di interruzioni dovute alla pandemia. Gli analisti attribuiscono questo aumento all’ampliamento degli accordi di esenzione dal visto reciproca, alla riduzione delle quarantene e al miglioramento dell’interoperabilità dei canali elettronici, che ora permettono ai residenti permanenti a partire dai sette anni di età di utilizzare i varchi automatici in entrambe le RAS.
Anche i cittadini stranieri hanno effettuato 82 milioni di ingressi, di cui 30 milioni senza visto, a testimonianza della spinta di Pechino a rilanciare i viaggi d’affari. Sebbene gran parte di questo traffico passi per Shanghai e Pechino, Hong Kong continua a beneficiare del suo ruolo unico di porta d’ingresso meridionale: Cathay Pacific ha trasportato un record di 126.000 passeggeri in un solo giorno all’inizio di questo mese e ha ripristinato le rotte per Barcellona e Seattle per il secondo trimestre del 2026.
Per le aziende che gestiscono trasferimenti nella Greater Bay Area, i dati indicano un ritorno a volumi di mobilità quasi normali e mettono in luce alcuni punti critici di capacità. I valichi di Shenzhen Bay e Lok Ma Chau hanno gestito il 25% in più di viaggiatori a dicembre rispetto all’anno precedente, spingendo le autorità a sperimentare canali aggiuntivi con riconoscimento dell’iride. I datori di lavoro dovrebbero quindi aggiornare le briefing sulla sicurezza dei viaggi, in particolare sui tempi di elaborazione e sui requisiti dei certificati sanitari digitali, che restano obbligatori per alcune province della Cina continentale.
Guardando al futuro, la NIA ha promesso di ampliare il rinnovo online dei documenti di ingresso e uscita e di aggiungere altri paesi alla lista dei visti esenti nel 2026. Se questi obiettivi saranno raggiunti, le multinazionali con sede a Hong Kong potrebbero beneficiare di tempi di rilascio più rapidi per i visti d’affari per la Cina continentale e di procedure più fluide per le assegnazioni regionali.
Fonte: Global Times
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