
Un sistema invernale in rapido movimento, che il 3 febbraio si è esteso dal Texas al Massachusetts, ha costretto le compagnie aeree a cancellare 2.122 voli entro metà pomeriggio, secondo i dati di AirHelp, con Atlanta, Charlotte, Chicago e Raleigh-Durham tra le città più colpite. Gli allarmi per il gelo hanno interessato 22 stati, e i meteorologi hanno avvertito che le temperature sotto lo zero potrebbero persistere fino alla prossima settimana, aumentando il rischio di interruzioni continue.
Le cancellazioni seguono la tempesta record “Fern” e mettono in luce la fragilità operativa delle compagnie, alle prese con limiti di orario per gli equipaggi, carenza di liquido antigelo e deviazioni di voli. A differenza di Fern, questa nuova tempesta ha colpito gli hub sia delle compagnie di rete (Delta, American, United) sia dei vettori low-cost, complicando le opzioni di riprotezione.
I responsabili dei viaggi aziendali dovrebbero attivare i protocolli di gestione delle crisi: monitorare le estensioni delle deroghe, incoraggiare i dipendenti a utilizzare le app delle compagnie per il self-service di riprenotazione e ricordare agli assegnati gli obblighi di segnalazione legati alla duty of care. Le aziende con assegnati bloccati su visti in scadenza I-94 dovrebbero consultare un legale; storicamente, la CBP mostra flessibilità durante le emergenze meteorologiche, ma la documentazione è fondamentale.
AirHelp sottolinea che i disagi causati dal maltempo sono esclusi dal risarcimento economico previsto dal Regolamento CE 261, ma i passeggeri hanno comunque diritto a pasti, alloggio e trasporti alternativi. Le aziende potrebbero affrontare costi di viaggio più elevati, dato l’aumento dei prezzi per le riprenotazioni e le tariffe alberghiere in prossimità degli aeroporti.
Le cancellazioni seguono la tempesta record “Fern” e mettono in luce la fragilità operativa delle compagnie, alle prese con limiti di orario per gli equipaggi, carenza di liquido antigelo e deviazioni di voli. A differenza di Fern, questa nuova tempesta ha colpito gli hub sia delle compagnie di rete (Delta, American, United) sia dei vettori low-cost, complicando le opzioni di riprotezione.
I responsabili dei viaggi aziendali dovrebbero attivare i protocolli di gestione delle crisi: monitorare le estensioni delle deroghe, incoraggiare i dipendenti a utilizzare le app delle compagnie per il self-service di riprenotazione e ricordare agli assegnati gli obblighi di segnalazione legati alla duty of care. Le aziende con assegnati bloccati su visti in scadenza I-94 dovrebbero consultare un legale; storicamente, la CBP mostra flessibilità durante le emergenze meteorologiche, ma la documentazione è fondamentale.
AirHelp sottolinea che i disagi causati dal maltempo sono esclusi dal risarcimento economico previsto dal Regolamento CE 261, ma i passeggeri hanno comunque diritto a pasti, alloggio e trasporti alternativi. Le aziende potrebbero affrontare costi di viaggio più elevati, dato l’aumento dei prezzi per le riprenotazioni e le tariffe alberghiere in prossimità degli aeroporti.
Fonte: AirHelp
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