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Il Dipartimento di Stato aumenta per la prima volta in dieci anni le tariffe per i visti non immigranti

feb 6, 2026
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Il Dipartimento di Stato aumenta per la prima volta in dieci anni le tariffe per i visti non immigranti
Per la prima volta dal 2012, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha pubblicato una normativa finale che aumenterà significativamente le tariffe per la maggior parte delle categorie di visti non immigranti. A partire dal 30 maggio 2026, il costo del visto standard B-1/B-2 per visitatori o affari salirà da 160 a 185 dollari, mentre i visti di lavoro basati su petizioni — incluse le popolari categorie H-1B e L-1 — passeranno da 190 a 205 dollari. I visti per commercianti e investitori (categoria E) registreranno l’aumento più consistente, passando da 205 a 315 dollari. L’incremento segue uno studio approfondito basato sull’Activity-Based Costing, che ha evidenziato come i costi reali del processo consolare superino di circa il 25% le tariffe attuali.

Secondo i funzionari del Dipartimento di Stato, l’aumento delle tariffe è necessario per mantenere il personale, modernizzare i sistemi informatici e ridurre le lunghe attese per i colloqui, che in molti consolati hanno raggiunto livelli record dall’inizio della pandemia. La nuova normativa è stata trasmessa al Federal Register il 4 febbraio e pubblicata ufficialmente oggi, lasciando a imprese e viaggiatori meno di quattro mesi per pianificare i nuovi costi.

Il Dipartimento di Stato aumenta per la prima volta in dieci anni le tariffe per i visti non immigranti


Dal punto di vista della mobilità aziendale, l’aumento delle tariffe per i visti non immigranti avrà un impatto immediato sui budget per trasferimenti, programmi di stage per studenti e lavoratori pendolari internazionali. I datori di lavoro statunitensi che rimborsano o anticipano le spese per i visti potrebbero dover affrontare centinaia di migliaia di dollari di costi imprevisti nel prossimo anno fiscale. Le multinazionali potrebbero accelerare i viaggi primaverili o presentare petizioni blanket per i visti L prima del 30 maggio per bloccare le tariffe attuali.

I critici sostengono che un aumento di questa entità graverà in modo sproporzionato su piccole imprese, istituti di ricerca e start-up che dipendono da talenti con visti H-1B o O-1, senza risolvere il problema cronico della carenza di appuntamenti. Il Dipartimento di Stato replica che i fondi aggiuntivi serviranno a estendere gli orari consolari, creare team mobili per i colloqui e migliorare i controlli di sicurezza, con l’obiettivo di ridurre i tempi di attesa nel lungo periodo.

In pratica, i viaggiatori con appuntamenti per colloqui dopo il 30 maggio dovranno pagare la differenza, anche se hanno già inviato il modulo DS-160, a meno che la tariffa non sia già stata “scansionata” dall’ufficio consolare. I responsabili dei viaggi aziendali consigliano ai dipendenti di completare i colloqui o modificare gli appuntamenti prima della data di entrata in vigore, quando possibile.
Fonte: Our Today

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