
L’operatore ferroviario statale spagnolo RENFE ha confermato il 5 febbraio che sopprimerà 955 servizi passeggeri durante uno sciopero di tre giorni previsto dal 9 all’11 febbraio. L’azione sindacale, indetta dai sindacati CCOO, UGT e SEMAF, coinvolge le linee ad alta velocità AVE, i servizi Intercity e le tratte pendolari essenziali intorno a Madrid e Barcellona, oltre ai corridoi merci che servono il porto di Valencia.
I decreti governativi che impongono servizi minimi garantiranno il funzionamento del 73% dei treni a lunga percorrenza e del 65% di quelli a media distanza, ma i treni preferiti dai viaggiatori d’affari, come l’AVE Madrid-Barcellona, subiranno 272 cancellazioni. Catalogna e Paesi Baschi applicheranno soglie di servizio minime rispettivamente del 66% e del 60%. Anche i concorrenti low cost Iryo e Ouigo, oltre al gestore delle infrastrutture Adif, saranno coinvolti, aumentando il rischio di ritardi a catena anche sui treni non formalmente cancellati.
I sindacati denunciano problemi di sicurezza dopo due incidenti di rilievo e chiedono un piano di assunzioni per sostituire 2.300 pensionamenti. Le trattative con il ministro dei Trasporti Óscar Puente sono naufragate mercoledì, anche se entrambe le parti assicurano che i negoziati proseguiranno. In assenza di un accordo, lo sciopero coinciderà con un importante congresso di tecnologie mediche a Valencia, costringendo gli espositori a riprenotare voli già molto affollati.
Le aziende con un alto numero di pendolari dovrebbero attivare protocolli di lavoro da remoto o organizzare servizi di autobus sostitutivi. I responsabili della mobilità che gestiscono il trasporto ferroviario di beni domestici per i trasferimenti rischiano costi di stoccaggio se i vagoni non riescono a entrare nelle finestre di attracco. RENFE ha aperto un portale dedicato per le riprenotazioni; i rimborsi saranno elaborati entro cinque giorni, secondo quanto comunicato dall’azienda.
L’episodio evidenzia il crescente malcontento sindacale nel settore dei trasporti spagnolo, un fattore che i pianificatori della mobilità globale devono monitorare attentamente nella definizione dei budget di viaggio e delle tempistiche per le assegnazioni del 2026.
I decreti governativi che impongono servizi minimi garantiranno il funzionamento del 73% dei treni a lunga percorrenza e del 65% di quelli a media distanza, ma i treni preferiti dai viaggiatori d’affari, come l’AVE Madrid-Barcellona, subiranno 272 cancellazioni. Catalogna e Paesi Baschi applicheranno soglie di servizio minime rispettivamente del 66% e del 60%. Anche i concorrenti low cost Iryo e Ouigo, oltre al gestore delle infrastrutture Adif, saranno coinvolti, aumentando il rischio di ritardi a catena anche sui treni non formalmente cancellati.
I sindacati denunciano problemi di sicurezza dopo due incidenti di rilievo e chiedono un piano di assunzioni per sostituire 2.300 pensionamenti. Le trattative con il ministro dei Trasporti Óscar Puente sono naufragate mercoledì, anche se entrambe le parti assicurano che i negoziati proseguiranno. In assenza di un accordo, lo sciopero coinciderà con un importante congresso di tecnologie mediche a Valencia, costringendo gli espositori a riprenotare voli già molto affollati.
Le aziende con un alto numero di pendolari dovrebbero attivare protocolli di lavoro da remoto o organizzare servizi di autobus sostitutivi. I responsabili della mobilità che gestiscono il trasporto ferroviario di beni domestici per i trasferimenti rischiano costi di stoccaggio se i vagoni non riescono a entrare nelle finestre di attracco. RENFE ha aperto un portale dedicato per le riprenotazioni; i rimborsi saranno elaborati entro cinque giorni, secondo quanto comunicato dall’azienda.
L’episodio evidenzia il crescente malcontento sindacale nel settore dei trasporti spagnolo, un fattore che i pianificatori della mobilità globale devono monitorare attentamente nella definizione dei budget di viaggio e delle tempistiche per le assegnazioni del 2026.
Fonte: Spain in English
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