
Il Ministro dell'Interno tedesco Alexander Dobrindt ha ufficialmente comunicato alla Commissione Europea che i controlli temporanei a tutti i confini terrestri della Germania saranno prorogati per altri sei mesi, almeno fino a metà settembre 2026. La misura, introdotta per la prima volta al confine con l’Austria nel 2015 durante il picco della crisi dei rifugiati, è stata poi estesa a nove altri Paesi confinanti. Secondo il ministero, la proroga è giustificata da “preoccupazioni di natura migratoria e di sicurezza”. (welt.de)
Per l’Austria, la decisione pesa soprattutto lungo il trafficato corridoio Salisburgo-Baviera, dove circa 30.000 pendolari transfrontalieri, aziende di logistica e operatori turistici dipendono ogni giorno da un viaggio senza intoppi nell’area Schengen. I media regionali stimano che gli automobilisti perdano già fino a 45 minuti durante le ore di punta mattutine ogni volta che la Polizia Federale tedesca intensifica i controlli a campione. Le camere di commercio di entrambi i lati del confine avvertono che le code aggiuntive potrebbero compromettere l’attrattività dell’Austria come sede per i dipendenti che vivono in Germania per motivi fiscali o familiari. (salzburg24.at)
Il governo austriaco finora ha evitato uno scontro aperto con Berlino, ma il Ministro dell’Interno Gerhard Karner ha ribadito che i controlli “proporzionati” non devono sostituire un regime funzionante di controllo alle frontiere esterne dell’UE. Ha comunque incaricato il comando di polizia di Salisburgo di coordinarsi strettamente con le controparti tedesche per garantire la fluidità del traffico merci e degli scuolabus. Ai datori di lavoro con lavoratori distaccati viene consigliato di adottare orari di inizio flessibili e di accumulare scorte di sicurezza sul lato tedesco per assorbire eventuali ritardi imprevisti.
A livello politico, la proroga dei controlli riaccende il dibattito sull’integrità dell’area Schengen a soli due mesi dall’entrata a pieno regime del nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES), prevista per il 10 aprile 2026. I deputati austriaci al Parlamento Europeo, trasversalmente ai partiti, sostengono che le azioni unilaterali della Germania minano la fiducia pubblica nelle regole comuni di viaggio dell’UE. Gli esperti legali prevedono un nuovo ricorso giudiziario, pur riconoscendo che la giurisprudenza attuale concede agli Stati membri ampia discrezionalità in nome dell’“ordine pubblico”.
Per le multinazionali con team divisi tra Monaco e Salisburgo o Kufstein e Rosenheim, i piani di emergenza devono ora estendersi fino all’autunno. I responsabili delle risorse umane sono invitati ad aggiornare i contratti di assegnazione, le indennità di trasferimento e le ipotesi sulla residenza fiscale, mentre i team di mobilità devono informare i viaggiatori sui possibili controlli d’identità e assicurarsi che i certificati di sicurezza sociale A1 o i permessi di lavoro originali siano sempre disponibili al momento del passaggio di frontiera.
Per l’Austria, la decisione pesa soprattutto lungo il trafficato corridoio Salisburgo-Baviera, dove circa 30.000 pendolari transfrontalieri, aziende di logistica e operatori turistici dipendono ogni giorno da un viaggio senza intoppi nell’area Schengen. I media regionali stimano che gli automobilisti perdano già fino a 45 minuti durante le ore di punta mattutine ogni volta che la Polizia Federale tedesca intensifica i controlli a campione. Le camere di commercio di entrambi i lati del confine avvertono che le code aggiuntive potrebbero compromettere l’attrattività dell’Austria come sede per i dipendenti che vivono in Germania per motivi fiscali o familiari. (salzburg24.at)
Il governo austriaco finora ha evitato uno scontro aperto con Berlino, ma il Ministro dell’Interno Gerhard Karner ha ribadito che i controlli “proporzionati” non devono sostituire un regime funzionante di controllo alle frontiere esterne dell’UE. Ha comunque incaricato il comando di polizia di Salisburgo di coordinarsi strettamente con le controparti tedesche per garantire la fluidità del traffico merci e degli scuolabus. Ai datori di lavoro con lavoratori distaccati viene consigliato di adottare orari di inizio flessibili e di accumulare scorte di sicurezza sul lato tedesco per assorbire eventuali ritardi imprevisti.
A livello politico, la proroga dei controlli riaccende il dibattito sull’integrità dell’area Schengen a soli due mesi dall’entrata a pieno regime del nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES), prevista per il 10 aprile 2026. I deputati austriaci al Parlamento Europeo, trasversalmente ai partiti, sostengono che le azioni unilaterali della Germania minano la fiducia pubblica nelle regole comuni di viaggio dell’UE. Gli esperti legali prevedono un nuovo ricorso giudiziario, pur riconoscendo che la giurisprudenza attuale concede agli Stati membri ampia discrezionalità in nome dell’“ordine pubblico”.
Per le multinazionali con team divisi tra Monaco e Salisburgo o Kufstein e Rosenheim, i piani di emergenza devono ora estendersi fino all’autunno. I responsabili delle risorse umane sono invitati ad aggiornare i contratti di assegnazione, le indennità di trasferimento e le ipotesi sulla residenza fiscale, mentre i team di mobilità devono informare i viaggiatori sui possibili controlli d’identità e assicurarsi che i certificati di sicurezza sociale A1 o i permessi di lavoro originali siano sempre disponibili al momento del passaggio di frontiera.
Fonte: Die Welt & Salzburg24
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Austria.Di più da Austria
Visualizza tutto
Le associazioni benefiche chiedono una riforma del sistema di assistenza domiciliare 24 ore su 24 in Austria prima dei colloqui con il governo
Tempeste di neve e sciopero Lufthansa sconvolgono gli orari di Vienna mentre la rete aerea europea crolla