
La tanto dibattuta regolarizzazione straordinaria degli immigrati irregolari in Spagna si rivela improvvisamente molto più ampia di quanto si pensasse. Un’analisi dei rischi di 29 pagine del Centro Nazionale per l’Immigrazione e le Frontiere (CNIF) – trapelata alla stampa il 17 febbraio – stima che tra 750.000 e 1 milione di persone già residenti in Spagna potrebbero beneficiare del nuovo permesso di soggiorno e lavoro rinnovabile annualmente che il governo intende rilasciare dal 1° aprile. In precedenza, le stime ufficiali parlavano di circa 500.000 beneficiari.
Secondo la bozza di decreto, i richiedenti devono dimostrare di essere stati presenti fisicamente in Spagna per almeno cinque mesi prima del 31 dicembre 2025 e non avere precedenti penali. Elemento chiave, il testo consente anche ai richiedenti asilo con pratiche ancora in corso di cambiare status, aggiungendo altri 250.000-350.000 potenziali candidati. Gli analisti di polizia avvertono che i requisiti documentali relativamente leggeri – una dichiarazione giurata può sostituire il certificato di polizia del paese d’origine – potrebbero portare a tassi di approvazione vicini al 100%.
I sostenitori all’interno del governo affermano che regolarizzare i residenti di lungo periodo ridurrà lo sfruttamento lavorativo, aumenterà le entrate fiscali e allevierà le croniche carenze di personale in settori come l’ospitalità, l’agricoltura e l’assistenza agli anziani. Le associazioni di categoria, dagli albergatori delle Baleari alle cooperative agricole dell’Andalusia, accolgono positivamente una misura che porterebbe una larga parte del lavoro sommerso alla luce. Tuttavia, il rapporto CNIF evidenzia difficoltà operative per gli uffici immigrazione, prevede un aumento delle frodi documentali e teme “movimenti secondari” di migranti irregolari provenienti da altri Stati Schengen una volta che la notizia si diffonderà.
Sul piano politico, i numeri hanno riacceso il dibattito. Il conservatore Partido Popular accusa la coalizione guidata dai Socialisti di sottovalutare l’effetto attrattivo, mentre il partito di estrema destra Vox ha annunciato azioni legali, sostenendo che la regolarizzazione di massa violi le politiche UE sui rimpatri. La Commissione Europea ha ribadito martedì che la regolarizzazione è una competenza nazionale, ma ha esortato Madrid a garantire che non comprometta l’integrità di Schengen.
Per i responsabili della mobilità aziendale, il messaggio chiave è il tempismo. I team HR con coniugi a carico o altri dipendenti in situazione precaria hanno ora una finestra di tre mesi (aprile-giugno) per ottenere l’autorizzazione completa al lavoro, ma devono prepararsi a colli di bottiglia negli appuntamenti e a un controllo più rigoroso dell’autenticità dei documenti, mentre il più grande piano di regolarizzazione del suo genere in Europa moderna prende il via.
Secondo la bozza di decreto, i richiedenti devono dimostrare di essere stati presenti fisicamente in Spagna per almeno cinque mesi prima del 31 dicembre 2025 e non avere precedenti penali. Elemento chiave, il testo consente anche ai richiedenti asilo con pratiche ancora in corso di cambiare status, aggiungendo altri 250.000-350.000 potenziali candidati. Gli analisti di polizia avvertono che i requisiti documentali relativamente leggeri – una dichiarazione giurata può sostituire il certificato di polizia del paese d’origine – potrebbero portare a tassi di approvazione vicini al 100%.
I sostenitori all’interno del governo affermano che regolarizzare i residenti di lungo periodo ridurrà lo sfruttamento lavorativo, aumenterà le entrate fiscali e allevierà le croniche carenze di personale in settori come l’ospitalità, l’agricoltura e l’assistenza agli anziani. Le associazioni di categoria, dagli albergatori delle Baleari alle cooperative agricole dell’Andalusia, accolgono positivamente una misura che porterebbe una larga parte del lavoro sommerso alla luce. Tuttavia, il rapporto CNIF evidenzia difficoltà operative per gli uffici immigrazione, prevede un aumento delle frodi documentali e teme “movimenti secondari” di migranti irregolari provenienti da altri Stati Schengen una volta che la notizia si diffonderà.
Sul piano politico, i numeri hanno riacceso il dibattito. Il conservatore Partido Popular accusa la coalizione guidata dai Socialisti di sottovalutare l’effetto attrattivo, mentre il partito di estrema destra Vox ha annunciato azioni legali, sostenendo che la regolarizzazione di massa violi le politiche UE sui rimpatri. La Commissione Europea ha ribadito martedì che la regolarizzazione è una competenza nazionale, ma ha esortato Madrid a garantire che non comprometta l’integrità di Schengen.
Per i responsabili della mobilità aziendale, il messaggio chiave è il tempismo. I team HR con coniugi a carico o altri dipendenti in situazione precaria hanno ora una finestra di tre mesi (aprile-giugno) per ottenere l’autorizzazione completa al lavoro, ma devono prepararsi a colli di bottiglia negli appuntamenti e a un controllo più rigoroso dell’autenticità dei documenti, mentre il più grande piano di regolarizzazione del suo genere in Europa moderna prende il via.
Fonte: Euro Weekly News
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