
L'aviazione commerciale ha subito la sua più grave interruzione in un solo giorno dalla pandemia del 2020, dopo che le forze statunitensi e israeliane hanno attaccato l'Iran nelle prime ore del 28 febbraio 2026. Nel giro di pochi minuti, Iran, Iraq, Kuwait, Bahrain, Israele e Emirati Arabi Uniti hanno chiuso il loro spazio aereo; l'aeroporto internazionale di Dubai, il più trafficato hub internazionale al mondo, ha sospeso oltre 1.000 voli dopo aver subito danni da un attacco di rappresaglia iraniano. I dati Reuters citati da Cirium mostrano che il 24% di tutti i voli programmati in partenza dal Medio Oriente è stato cancellato, con metà dei voli verso Qatar e Israele bloccati. Le compagnie aeree globali, da Delta a Lufthansa, hanno deviato i voli diretti in Asia passando per l'Egitto o il Caucaso, aggiungendo fino a cinque ore ai tempi di transito e costringendo a soste non previste per il rifornimento. Per le multinazionali statunitensi, le chiusure hanno interrotto un collegamento cruciale Est-Ovest utilizzato per progetti in India, Africa e Sud-est asiatico. Le grandi compagnie energetiche hanno evacuato il personale non essenziale dai progetti nel Golfo, mentre i colossi tecnologici hanno attivato protocolli di team divisi per mantenere i lavori di costruzione dei data center nei tempi previsti. I responsabili dei viaggi hanno dovuto riprenotare centinaia di dipendenti bloccati a Doha e Dubai; diverse aziende Fortune 500 hanno sospeso temporaneamente tutti i viaggi in Medio Oriente. Gli analisti dell'aviazione avvertono che la chiusura potrebbe prolungarsi in caso di ulteriori ritorsioni. Gli assicuratori hanno già ampliato l'esclusione delle zone di conflitto, applicata in precedenza a Ucraina e Sudan, il che significa che le compagnie aeree – e in ultima analisi i passeggeri – dovranno affrontare premi assicurativi più elevati per il rischio di guerra. Anche i flussi di merci sono colpiti: Emirates SkyCargo da sola movimenta circa il 6% del trasporto aereo globale ogni giorno. Ai viaggiatori in possesso di biglietti si consiglia di non recarsi in aeroporto finché le compagnie aeree non confermano la ripresa delle operazioni. Chi è stato dirottato verso hub alternativi deve verificare i requisiti di visto o di salute per il transito, che possono differire dall’itinerario originale e causare il rifiuto dell’imbarco se non rispettati.
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