
A completamento di una serie intensa di pubblicazioni sulla Gazzetta Ufficiale, il Decreto n. 12.865, anch’esso datato 3 marzo 2026, ratifica il primo trattato contro la doppia imposizione tra Brasile e Polonia. L’accordo si basa sul più recente modello OCSE e, cosa importante per gli esperti di mobilità internazionale, esenta i redditi derivanti dai fondi pensione e considera i guadagni da stock option tassabili solo nello Stato di residenza del dipendente se l’opzione viene esercitata dopo il trasferimento. Per i fornitori brasiliani del settore automotive operanti nella zona economica speciale di Katowice, il trattato riduce la ritenuta polacca su royalties al 10% e sugli interessi all’8%, rispetto al 20% previsto dalla normativa. I pacchetti di assegnazione che includono alloggio fornito dal datore di lavoro classificheranno il beneficio come reddito da lavoro dipendente anziché da proprietà immobiliare, eliminando così i costi fiscali legati a una compensazione in un’area grigia. L’accordo prevede inoltre un test anti-abuso basato sul “principal purpose”. I team fiscali HR dovranno quindi documentare motivazioni economiche legittime per le missioni, come il trasferimento di conoscenze, per evitare che strategie aggressive di ottimizzazione vengano riconsiderate. Deloitte Varsavia avverte che l’autorità fiscale polacca ha già istituito un’unità di monitoraggio dei trattati che esaminerà le dichiarazioni dei lavoratori brasiliani all’estero. L’entrata in vigore avverrà dopo lo scambio delle note di ratifica tra i due Paesi; si prevede che il Sejm polacco voti entro giugno, con una data effettiva realistica al 1° gennaio 2027.
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