
Pubblicato anche il 3 marzo 2026, il Decreto n. 12.863 promulga un protocollo che modifica la convenzione contro la doppia imposizione tra Brasile e Cile del 2003. La revisione riduce l’aliquota massima della ritenuta d’acconto sulle commissioni per servizi tecnici transfrontalieri dal 15% al 10% e introduce un articolo che riconosce i giorni di lavoro a distanza svolti fuori dal paese ospitante, fondamentale per il crescente numero di consulenti brasiliani “near-shore” che supportano da Porto Alegre progetti minerari e fintech con sede a Santiago. Per i lavoratori assegnati a progetti a breve termine (meno di 183 giorni in un periodo di 12 mesi), il protocollo conferma la tassazione esclusiva nello stato di residenza, eliminando gli obblighi di ritenuta alla fonte che in passato costringevano le aziende a registrarsi in Cile anche per brevi missioni. I coniugi accompagnatori con redditi da freelance beneficeranno inoltre di una nuova clausola “altri redditi” che chiarisce come i servizi digitali non commerciali (ad esempio, graphic design a distanza) siano tassati solo nello stato di residenza. I dipartimenti fiscali aziendali dovrebbero aggiornare le previsioni dei costi di assegnazione: simulazioni di EY Brasile indicano un risparmio potenziale di 9.600 dollari USA per ogni assegnazione semestrale con un pacchetto da 160.000 dollari USA. Tuttavia, il Servizio delle Entrate cileno prevede di avviare audit congiunti di conformità a partire dal 2027; una tracciatura precisa del tempo lavorato resta quindi essenziale. Il protocollo entrerà in vigore il 1° gennaio dell’anno successivo alle notifiche di ratifica, quindi le modifiche operative sono attese dal 1° gennaio 2027.
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