
Air India e la sua controllata low-cost Air India Express hanno compiuto i primi passi concreti per normalizzare i collegamenti tra l’India e il Golfo dopo una settimana di chiusura di diversi corridoi aerei del Medio Oriente. In un comunicato stampa diffuso a tarda notte il 5 marzo 2026, il gruppo di proprietà Tata ha confermato che lo spazio aereo sopra Arabia Saudita e Oman è stato valutato sicuro, permettendo una ripresa graduale dei voli verso Jeddah e Muscat. Le compagnie hanno inoltre ripristinato un programma ridotto verso gli Emirati Arabi Uniti — coprendo Abu Dhabi, Dubai, Sharjah e Ras Al-Khaimah — e verso Salalah in Oman.
La priorità immediata è riportare a casa migliaia di cittadini indiani rimasti bloccati quando le ostilità nella regione hanno costretto le compagnie a cancellare i voli o a effettuare lunghi deviazioni. Tra il 5 e il 6 marzo il gruppo effettuerà oltre 20 rotazioni straordinarie oltre al programma ridotto. I passeggeri con biglietti emessi prima del 4 marzo per viaggi tra il 28 febbraio e l’8 marzo possono riprenotare una volta gratuitamente e senza differenze tariffarie tramite il sito di Air India, i call center o il bot WhatsApp “Tia” basato su intelligenza artificiale.
Le operazioni sono ancora lontane dalla normalità. Le rotte verso Bahrain, Kuwait, Qatar e la maggior parte delle destinazioni saudite restano sospese almeno fino al 10 marzo, mentre i voli a lungo raggio verso Europa e Nord America seguono rotte più meridionali con scali tecnici a Roma o Vienna. La compagnia ha avvertito le aziende di aspettarsi tempi di blocco più lunghi e limiti più rigidi sul peso del cargo, finché i corridoi alternativi rimarranno congestionati.
Per i responsabili della mobilità, l’annuncio offre una finestra ristretta per rimpatriare il personale con visti di residenza negli Emirati in scadenza, riposizionare equipaggi di soccorso per progetti in Medio Oriente e riprendere spedizioni urgenti di pezzi di ricambio ingegneristici. Tuttavia, i pianificatori dovrebbero prevedere margini di sicurezza di cinque-sei ore nelle coincidenze successive e consigliare ai viaggiatori di mantenere aggiornati i propri contatti per ricevere eventuali comunicazioni di riprotezione dell’ultimo minuto.
Nel medio termine, l’episodio sottolinea il valore strategico del rinnovo della flotta indiana in corso — in particolare l’arrivo degli A350-1000 a lungo raggio extra nel 2027, che dovrebbe ridurre la dipendenza dai sorvoli del Golfo. Fino a quando i negoziati di pace non avanzeranno, i contratti di emergenza con operatori charter e partner regionali resteranno una best practice per la mobilità.
La priorità immediata è riportare a casa migliaia di cittadini indiani rimasti bloccati quando le ostilità nella regione hanno costretto le compagnie a cancellare i voli o a effettuare lunghi deviazioni. Tra il 5 e il 6 marzo il gruppo effettuerà oltre 20 rotazioni straordinarie oltre al programma ridotto. I passeggeri con biglietti emessi prima del 4 marzo per viaggi tra il 28 febbraio e l’8 marzo possono riprenotare una volta gratuitamente e senza differenze tariffarie tramite il sito di Air India, i call center o il bot WhatsApp “Tia” basato su intelligenza artificiale.
Le operazioni sono ancora lontane dalla normalità. Le rotte verso Bahrain, Kuwait, Qatar e la maggior parte delle destinazioni saudite restano sospese almeno fino al 10 marzo, mentre i voli a lungo raggio verso Europa e Nord America seguono rotte più meridionali con scali tecnici a Roma o Vienna. La compagnia ha avvertito le aziende di aspettarsi tempi di blocco più lunghi e limiti più rigidi sul peso del cargo, finché i corridoi alternativi rimarranno congestionati.
Per i responsabili della mobilità, l’annuncio offre una finestra ristretta per rimpatriare il personale con visti di residenza negli Emirati in scadenza, riposizionare equipaggi di soccorso per progetti in Medio Oriente e riprendere spedizioni urgenti di pezzi di ricambio ingegneristici. Tuttavia, i pianificatori dovrebbero prevedere margini di sicurezza di cinque-sei ore nelle coincidenze successive e consigliare ai viaggiatori di mantenere aggiornati i propri contatti per ricevere eventuali comunicazioni di riprotezione dell’ultimo minuto.
Nel medio termine, l’episodio sottolinea il valore strategico del rinnovo della flotta indiana in corso — in particolare l’arrivo degli A350-1000 a lungo raggio extra nel 2027, che dovrebbe ridurre la dipendenza dai sorvoli del Golfo. Fino a quando i negoziati di pace non avanzeranno, i contratti di emergenza con operatori charter e partner regionali resteranno una best practice per la mobilità.
Fonte: Air India Newsroom
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