
In una rapida svolta annunciata il 9 marzo, Air India ha comunicato che opererà 78 voli aggiuntivi tra il 10 e il 18 marzo su nove rotte che collegano Delhi e Mumbai a Londra, Francoforte, Parigi, Amsterdam, Zurigo, New York (JFK), Malé e Colombo. La decisione mira a offrire ai viaggiatori indiani opzioni di transito alternative al Golfo, mentre gran parte dello spazio aereo dell’Asia occidentale resta limitato a causa del conflitto.
Secondo il piano, i Boeing 787-8 Dreamliner saranno impiegati per le rotte verso l’Europa, mentre gli A320neo a corridoio singolo copriranno i settori leisure del Sud-Asia. La compagnia stima che questa mossa aggiungerà 17.660 posti extra sul mercato, alleviando i disagi per i passeggeri costretti a cancellare o riprenotare i collegamenti con il Golfo.
Un avviso separato ha confermato che Air India e Air India Express hanno mantenuto 24 rotazioni programmate verso Gedda e Mascate il 9 marzo, garantendo una linea di vita essenziale per i viaggi della diaspora e per il traffico Umrah.
Gli analisti del settore sottolineano che il riallocamento degli aerei wide-body verso l’Europa rappresenta anche una strategia per compensare eventuali cali di ricavi sulle rotte mediorientali: i ricavi premium da Londra, Francoforte e Parigi possono in parte bilanciare le perdite causate dai deviazioni verso il Golfo.
Per le aziende, le frequenze aggiuntive significano che le rotazioni critiche del personale verso le sedi europee non dovranno attendere la fine del conflitto; tuttavia, i team HR sono stati invitati a prenotare biglietti flessibili, poiché le approvazioni regolamentari per i voli JFK sono ancora in sospeso.
Le agenzie di gestione viaggi (TMC) hanno accolto positivamente l’annuncio, ma hanno avvertito che l’immissione improvvisa di posti potrebbe far scendere temporaneamente le tariffe, complicando le previsioni di budget. Nel frattempo, gli aeroporti di Delhi e Mumbai hanno attivato corsie di immigrazione rapide per i passeggeri riprenotati via Europa, per ridurre al minimo le coincidenze perse dovute ai nuovi itinerari.
Gli osservatori del settore evidenziano come questa mossa dimostri che i vettori legacy indiani stanno imparando a “ruotare” rapidamente la capacità, una capacità un tempo riservata ai mega-hub del Golfo. Se avrà successo, questa espansione di otto giorni potrebbe diventare un modello di agilità nella gestione della capacità in futuri shock geopolitici.
Secondo il piano, i Boeing 787-8 Dreamliner saranno impiegati per le rotte verso l’Europa, mentre gli A320neo a corridoio singolo copriranno i settori leisure del Sud-Asia. La compagnia stima che questa mossa aggiungerà 17.660 posti extra sul mercato, alleviando i disagi per i passeggeri costretti a cancellare o riprenotare i collegamenti con il Golfo.
Un avviso separato ha confermato che Air India e Air India Express hanno mantenuto 24 rotazioni programmate verso Gedda e Mascate il 9 marzo, garantendo una linea di vita essenziale per i viaggi della diaspora e per il traffico Umrah.
Gli analisti del settore sottolineano che il riallocamento degli aerei wide-body verso l’Europa rappresenta anche una strategia per compensare eventuali cali di ricavi sulle rotte mediorientali: i ricavi premium da Londra, Francoforte e Parigi possono in parte bilanciare le perdite causate dai deviazioni verso il Golfo.
Per le aziende, le frequenze aggiuntive significano che le rotazioni critiche del personale verso le sedi europee non dovranno attendere la fine del conflitto; tuttavia, i team HR sono stati invitati a prenotare biglietti flessibili, poiché le approvazioni regolamentari per i voli JFK sono ancora in sospeso.
Le agenzie di gestione viaggi (TMC) hanno accolto positivamente l’annuncio, ma hanno avvertito che l’immissione improvvisa di posti potrebbe far scendere temporaneamente le tariffe, complicando le previsioni di budget. Nel frattempo, gli aeroporti di Delhi e Mumbai hanno attivato corsie di immigrazione rapide per i passeggeri riprenotati via Europa, per ridurre al minimo le coincidenze perse dovute ai nuovi itinerari.
Gli osservatori del settore evidenziano come questa mossa dimostri che i vettori legacy indiani stanno imparando a “ruotare” rapidamente la capacità, una capacità un tempo riservata ai mega-hub del Golfo. Se avrà successo, questa espansione di otto giorni potrebbe diventare un modello di agilità nella gestione della capacità in futuri shock geopolitici.
Fonte: The Indian Express
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