
Il Governo Albanese ha silenziosamente raddoppiato la tariffa per la domanda del visto Temporary Graduate (sottoclasse 485), portando la quota per il richiedente principale da 2.300 a 4.600 AUD. La modifica, entrata in vigore l’11 marzo 2026, introduce un nuovo modello di “tariffazione a livelli” che mantiene congelate le tariffe per i cittadini dei Paesi delle Isole del Pacifico e di Timor Est, in linea con la più ampia agenda di politica estera di Canberra denominata “famiglia del Pacifico”. Secondo il nuovo sistema tariffario, i laureati di Fiji, Papua Nuova Guinea, Samoa, Tonga, Vanuatu e Timor Est continueranno a pagare la vecchia tariffa, mentre i richiedenti provenienti da tutti gli altri mercati, inclusi India, Cina e Nepal – i tre maggiori gruppi di studenti in Australia – dovranno affrontare un costo raddoppiato. Un portavoce del Ministero degli Interni ha dichiarato ad ABC News che la misura “sostiene l’impegno del Governo per un coinvolgimento più profondo nel Pacifico”, richiamando gli sconti già applicati ai visti per studenti e tutori. Universities Australia e i principali agenti educativi avvertono che la finestra di attuazione di due settimane ha lasciato migliaia di laureati a dover trovare rapidamente fondi aggiuntivi prima della scadenza del loro visto studentesco, fissata al 15 marzo. Gli avvocati specializzati in immigrazione stanno ricevendo chiamate urgenti da ex studenti che ora necessitano di finanziamenti ponte o percorsi alternativi, mentre l’associazione di categoria IEAA sottolinea che l’aumento improvviso rischia di compromettere la competitività dell’Australia rispetto a Canada e Regno Unito, che hanno recentemente inasprito ma non raddoppiato le tariffe per il lavoro post-studio. Fonti del settore evidenziano che la nuova tariffa arriva in un momento in cui l’educazione internazionale supera i 52 miliardi di AUD di ricavi da esportazione, confermandosi come la principale esportazione di servizi dell’Australia. I critici sostengono che una tariffazione differenziata basata sul passaporto potrebbe violare lo spirito, se non la lettera, del quadro migratorio australiano non discriminatorio e creare un precedente per una “diplomazia a pagamento” in altre categorie di visti. I sostenitori replicano che lo sconto per i vicini del Pacifico rafforza schemi di mobilità legati al clima, come il Pacific Engagement Visa, e supporta lo sviluppo delle competenze regionali. Per i responsabili della mobilità aziendale, l’impatto immediato riguarda il budget: i neo-laureati che avevano pianificato di passare a visti sponsorizzati dal datore di lavoro o a visti permanenti per lavoratori qualificati ora devono affrontare costi iniziali più elevati e potrebbero richiedere anticipi salariali o date di inizio scaglionate. Tuttavia, i datori di lavoro che reclutano dai Paesi del Pacifico ottengono un vantaggio economico che potrebbe orientare le strategie di reclutamento verso i talenti insulari. I team HR sono invitati a rivedere le lettere di offerta, le indennità di trasferimento e le politiche di sponsorizzazione dei visti per garantire equità e conformità al nuovo piano tariffario.
Fonte: ABC News
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