
Emirates ricorda ai passeggeri che il 31 maggio 2026 è la data ultima per usufruire della sua politica di flessibilità più ampia di sempre, introdotta a fine febbraio in seguito alle restrizioni diffuse nello spazio aereo regionale che hanno costretto la compagnia a ridurre la capacità. Un avviso pubblicato il 16 aprile da Arabian Business conferma che i clienti con biglietti emessi tra il 28 febbraio e il 2 aprile possono ancora effettuare cambi di data illimitati, modificare l’itinerario senza costi aggiuntivi o richiedere rimborsi completi, purché la transazione venga completata entro la scadenza di fine maggio.
La compagnia opera attualmente verso “più di 100 destinazioni” con un orario ridotto, circa il 70% del normale, e prevede di aumentare i voli solo quando i corridoi aerei sopra Iraq e Iran saranno riaperti in modo stabile. I conti aziendali sono invitati a trasferire i viaggiatori sul portale Manage My Booking per semplificare le modifiche di massa.
La politica di Emirates si distingue da quella della maggior parte delle compagnie europee, che hanno sospeso i voli verso gli Emirati Arabi Uniti almeno fino al 31 maggio, lasciando a Emirates e ad altre compagnie del Golfo il compito di gestire la domanda sulle rotte principali come Dubai–Londra, Dubai–Mumbai e Dubai–Jeddah. I tassi di occupazione in business class su questi collegamenti sono riportati intorno all’88%, nonostante il programma ridotto, a conferma della fiducia continua nel centro di Dubai da parte dei viaggi d’affari.
Il messaggio per i responsabili della mobilità è chiaro: riprenotare o richiedere il rimborso entro il 31 maggio per evitare costi di modifica più elevati quando torneranno in vigore le normali tariffe. I viaggiatori in connessione con compagnie partner devono inoltre verificare che il volo successivo sia operativo; Emirates accetterà passeggeri in transito solo se l’intero itinerario è confermato. I tempi di attesa al call center restano elevati, quindi si consiglia vivamente di utilizzare i canali digitali self-service.
La compagnia opera attualmente verso “più di 100 destinazioni” con un orario ridotto, circa il 70% del normale, e prevede di aumentare i voli solo quando i corridoi aerei sopra Iraq e Iran saranno riaperti in modo stabile. I conti aziendali sono invitati a trasferire i viaggiatori sul portale Manage My Booking per semplificare le modifiche di massa.
La politica di Emirates si distingue da quella della maggior parte delle compagnie europee, che hanno sospeso i voli verso gli Emirati Arabi Uniti almeno fino al 31 maggio, lasciando a Emirates e ad altre compagnie del Golfo il compito di gestire la domanda sulle rotte principali come Dubai–Londra, Dubai–Mumbai e Dubai–Jeddah. I tassi di occupazione in business class su questi collegamenti sono riportati intorno all’88%, nonostante il programma ridotto, a conferma della fiducia continua nel centro di Dubai da parte dei viaggi d’affari.
Il messaggio per i responsabili della mobilità è chiaro: riprenotare o richiedere il rimborso entro il 31 maggio per evitare costi di modifica più elevati quando torneranno in vigore le normali tariffe. I viaggiatori in connessione con compagnie partner devono inoltre verificare che il volo successivo sia operativo; Emirates accetterà passeggeri in transito solo se l’intero itinerario è confermato. I tempi di attesa al call center restano elevati, quindi si consiglia vivamente di utilizzare i canali digitali self-service.
Fonte: Arabian Business
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