
I viaggiatori d'affari irlandesi diretti verso il Continente questa settimana potrebbero trovare una gradita novità in molti degli aeroporti più trafficati d'Europa. In una decisione pubblicata a Bruxelles la mattina del 4 maggio 2026, la Commissione Europea ha autorizzato gli Stati membri di Schengen a sospendere temporaneamente l'obbligo di acquisire impronte digitali e immagini facciali ai confini esterni quando il flusso di passeggeri supera la capacità di gestione. Questa misura mira a “evitare code inaccettabili e connessioni perse” che hanno afflitto il nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) da quando è entrato pienamente in funzione il 10 aprile.
Sebbene l’Irlanda non faccia parte di Schengen, la decisione è rilevante per le aziende irlandesi i cui dipendenti transitano attraverso hub come Parigi-CDG, Amsterdam-Schiphol e Francoforte. Durante i picchi di traffico, gli agenti di frontiera potranno tornare a timbrare manualmente i passaporti, a condizione che i dati biometrici vengano raccolti non appena il flusso si stabilizza. Le compagnie aeree dovranno comunque trasmettere le Informazioni Avanzate sui Passeggeri e i Registri dei Nomi.
La Commissione ha sottolineato che il database, che conta già oltre 61 milioni di attraversamenti, rimane attivo. Le autorità nazionali pubblicheranno a breve le linee guida operative locali. Le società di gestione viaggi a Dublino monitoreranno attentamente l’implementazione in ogni aeroporto; alcune prevedono di avvisare in anticipo i clienti di prevedere un extra di 30-45 minuti per le coincidenze fino a quando le nuove regole di gestione dei flussi non saranno consolidate.
Gli esperti legali evidenziano che la decisione si basa su una clausola di salvaguardia del Regolamento EES del 2017, che consente deroghe “in circostanze eccezionali.” Sebbene la clausola fosse pensata per guasti tecnici, Bruxelles ha ritenuto che il sovraffollamento prolungato rappresenti un rischio equivalente per l’integrità del sistema. La misura sarà rivista dopo il picco di viaggi di Pentecoste a fine maggio.
In pratica, i passeggeri irlandesi troveranno un modello misto negli aeroporti Schengen: i varchi elettronici e i chioschi rimarranno la norma, ma le postazioni manuali riapriranno ogni volta che i dati in tempo reale sulle code supereranno le soglie stabilite da ciascun Paese. I responsabili della mobilità consigliano di tenere a portata di mano la carta d’imbarco, anche in transito, poiché alcuni aeroporti prevedono di selezionare i passeggeri con coincidenze strette.
Per i team di mobilità globale, questa evoluzione sottolinea la necessità di aggiornare le istruzioni ai viaggiatori: il personale abituato a procedure biometriche obbligatorie deve essere informato che le modalità potrebbero variare a seconda del terminal e dell’orario. I datori di lavoro con viaggiatori frequenti sono inoltre invitati a verificare la validità del passaporto; i dati EES persi a causa della timbratura manuale dovranno essere nuovamente acquisiti al prossimo attraversamento automatizzato, e i passaporti con meno di due pagine bianche possono ancora causare controlli secondari.
In definitiva, la Commissione spera che questa flessibilità ristabilisca la fiducia dei passeggeri nel progetto di modernizzazione delle frontiere da 1,3 miliardi di euro prima dell’ondata estiva. Se avrà successo, le aziende irlandesi potranno beneficiare di itinerari multi-tratta più fluidi e di un minor numero di incidenti legati alla responsabilità di cura dovuti a voli persi.
Sebbene l’Irlanda non faccia parte di Schengen, la decisione è rilevante per le aziende irlandesi i cui dipendenti transitano attraverso hub come Parigi-CDG, Amsterdam-Schiphol e Francoforte. Durante i picchi di traffico, gli agenti di frontiera potranno tornare a timbrare manualmente i passaporti, a condizione che i dati biometrici vengano raccolti non appena il flusso si stabilizza. Le compagnie aeree dovranno comunque trasmettere le Informazioni Avanzate sui Passeggeri e i Registri dei Nomi.
La Commissione ha sottolineato che il database, che conta già oltre 61 milioni di attraversamenti, rimane attivo. Le autorità nazionali pubblicheranno a breve le linee guida operative locali. Le società di gestione viaggi a Dublino monitoreranno attentamente l’implementazione in ogni aeroporto; alcune prevedono di avvisare in anticipo i clienti di prevedere un extra di 30-45 minuti per le coincidenze fino a quando le nuove regole di gestione dei flussi non saranno consolidate.
Gli esperti legali evidenziano che la decisione si basa su una clausola di salvaguardia del Regolamento EES del 2017, che consente deroghe “in circostanze eccezionali.” Sebbene la clausola fosse pensata per guasti tecnici, Bruxelles ha ritenuto che il sovraffollamento prolungato rappresenti un rischio equivalente per l’integrità del sistema. La misura sarà rivista dopo il picco di viaggi di Pentecoste a fine maggio.
In pratica, i passeggeri irlandesi troveranno un modello misto negli aeroporti Schengen: i varchi elettronici e i chioschi rimarranno la norma, ma le postazioni manuali riapriranno ogni volta che i dati in tempo reale sulle code supereranno le soglie stabilite da ciascun Paese. I responsabili della mobilità consigliano di tenere a portata di mano la carta d’imbarco, anche in transito, poiché alcuni aeroporti prevedono di selezionare i passeggeri con coincidenze strette.
Per i team di mobilità globale, questa evoluzione sottolinea la necessità di aggiornare le istruzioni ai viaggiatori: il personale abituato a procedure biometriche obbligatorie deve essere informato che le modalità potrebbero variare a seconda del terminal e dell’orario. I datori di lavoro con viaggiatori frequenti sono inoltre invitati a verificare la validità del passaporto; i dati EES persi a causa della timbratura manuale dovranno essere nuovamente acquisiti al prossimo attraversamento automatizzato, e i passaporti con meno di due pagine bianche possono ancora causare controlli secondari.
In definitiva, la Commissione spera che questa flessibilità ristabilisca la fiducia dei passeggeri nel progetto di modernizzazione delle frontiere da 1,3 miliardi di euro prima dell’ondata estiva. Se avrà successo, le aziende irlandesi potranno beneficiare di itinerari multi-tratta più fluidi e di un minor numero di incidenti legati alla responsabilità di cura dovuti a voli persi.
Fonte: Sada Elbalad
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