
In un incontro virtuale d’emergenza l’8 maggio, i leader dell’ASEAN hanno rilasciato una dichiarazione congiunta accogliendo con favore la tregua tra Stati Uniti e Iran, in vigore da un mese, e chiedendo un “transito sicuro, senza ostacoli e continuo di navi e aerei attraverso lo Stretto di Hormuz”. Pur non essendo membro dell’ASEAN, gli Emirati Arabi Uniti sono stati indicati come un nodo cruciale nelle catene di approvvigionamento asiatiche, con un avvertimento che eventuali nuove ostilità soffocherebbero le arterie energetiche e del trasporto aereo che collegano il Golfo al Sud-Est asiatico. La dichiarazione riflette la crescente preoccupazione delle multinazionali asiatiche che fanno affidamento sul porto di Jebel Ali e sull’aeroporto internazionale di Dubai per consolidare spedizioni e team prima di proseguire verso Africa ed Europa. I fornitori di servizi logistici segnalano un aumento del 15-20% dei premi assicurativi per il trasporto merci attraverso lo Stretto a partire da fine febbraio. Per i programmi di mobilità globale con sede a Singapore, Kuala Lumpur e Bangkok, il comunicato rappresenta uno stimolo a rivedere i piani di evacuazione per il personale basato negli Emirati, molti dei quali ruotano tra installazioni petrolifere e del gas o seguono i lavori di manutenzione navale nel cluster marittimo di Dubai. Le aziende stanno valutando di pre-posizionare visti multipli per gli Emirati per tecnici chiave, così da poter sostituire rapidamente il personale senza lunghe procedure di immigrazione in caso di cambiamenti improvvisi nei voli. I diplomatici ad Abu Dhabi hanno accolto positivamente l’intervento dell’ASEAN, sottolineando che turisti e viaggiatori d’affari asiatici rappresentano il 42% degli arrivi negli Emirati nel 2025. Le organizzazioni del settore turistico hanno ribadito che uno Stretto di Hormuz stabile è essenziale per raggiungere l’obiettivo di Dubai di 25 milioni di visitatori con pernottamento nel 2026. Sebbene la tregua abbia ridotto l’attività missilistica, gli analisti avvertono che scontri per procura restano possibili. I pianificatori della mobilità stanno quindi diversificando le rotte via porti del Mar Rosso ed esplorando collegamenti ferroviari terrestri nell’ambito del Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa, pur riconoscendo che gli Emirati rimarranno il loro hub principale nel Golfo per il prossimo futuro.
Fonte: The Sun (Malaysia) / Bernama
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