
Il gruppo Emirates, con sede a Dubai, ha confermato un bonus salariale di 20 settimane per i suoi 112.000 dipendenti, dopo aver registrato un profitto record di 5,4 miliardi di dollari per l’anno fiscale terminato il 31 marzo 2026. I ricavi sono aumentati del 3% raggiungendo i 41 miliardi di dollari, nonostante la compagnia abbia subito una perdita stimata di 350 milioni di dollari durante la chiusura parziale dello spazio aereo degli Emirati Arabi Uniti per cinque settimane a marzo.
Il presidente del gruppo, Sheikh Ahmed bin Saeed Al Maktoum, ha comunicato al personale, tramite un memo interno poi diffuso ai media, che il bonus è un riconoscimento per la “straordinaria resilienza” dimostrata durante mesi di turbolenze geopolitiche e difficoltà nelle catene di approvvigionamento. Il premio, pari a quasi cinque mesi di stipendio base, sarà accreditato prima della pausa per l’Eid Al-Adha, aumentando così il potere d’acquisto nell’economia locale.
Per gli acquirenti di viaggi aziendali, i dati confermano che Emirates — già la più grande compagnia aerea mondiale per voli a lungo raggio — sta tornando a piena capacità. La compagnia prevede di ripristinare il programma pre-crisi entro luglio, riaprire tutte le lounge a Dubai e rilanciare i servizi con autista in 15 mercati sospesi. L’aumento della capacità dei posti dovrebbe alleviare la pressione al rialzo sulle tariffe, che quest’anno ha stretto i budget di viaggio, anche se la domanda per le cabine premium da parte di aziende energetiche e della difesa manterrà probabilmente elevati i ricavi della business class.
I responsabili della mobilità aziendale vedono benefici indiretti: un bilancio più solido permette a Emirates di accelerare il programma di ammodernamento, che prevede l’introduzione di cabine premium economy su 191 aeromobili entro il 2027 — un aspetto importante per i dipendenti in trasferta internazionale, le cui politiche di viaggio limitano le classi superiori ai voli sotto le otto ore.
Il gruppo ha inoltre ribadito che la joint venture con United Airlines partirà a ottobre, offrendo biglietti unici P-NR da 37 città statunitensi verso Dubai e da lì verso 60 destinazioni in Medio Oriente, Africa e Asia.
L’annuncio del bonus rappresenta una spinta morale tempestiva dopo un inverno operativo difficile e segnala fiducia nel mantenimento di Dubai come hub intercontinentale leader per i flussi di talenti espatriati, nonostante le sfide legate alla sicurezza nella regione.
Il presidente del gruppo, Sheikh Ahmed bin Saeed Al Maktoum, ha comunicato al personale, tramite un memo interno poi diffuso ai media, che il bonus è un riconoscimento per la “straordinaria resilienza” dimostrata durante mesi di turbolenze geopolitiche e difficoltà nelle catene di approvvigionamento. Il premio, pari a quasi cinque mesi di stipendio base, sarà accreditato prima della pausa per l’Eid Al-Adha, aumentando così il potere d’acquisto nell’economia locale.
Per gli acquirenti di viaggi aziendali, i dati confermano che Emirates — già la più grande compagnia aerea mondiale per voli a lungo raggio — sta tornando a piena capacità. La compagnia prevede di ripristinare il programma pre-crisi entro luglio, riaprire tutte le lounge a Dubai e rilanciare i servizi con autista in 15 mercati sospesi. L’aumento della capacità dei posti dovrebbe alleviare la pressione al rialzo sulle tariffe, che quest’anno ha stretto i budget di viaggio, anche se la domanda per le cabine premium da parte di aziende energetiche e della difesa manterrà probabilmente elevati i ricavi della business class.
I responsabili della mobilità aziendale vedono benefici indiretti: un bilancio più solido permette a Emirates di accelerare il programma di ammodernamento, che prevede l’introduzione di cabine premium economy su 191 aeromobili entro il 2027 — un aspetto importante per i dipendenti in trasferta internazionale, le cui politiche di viaggio limitano le classi superiori ai voli sotto le otto ore.
Il gruppo ha inoltre ribadito che la joint venture con United Airlines partirà a ottobre, offrendo biglietti unici P-NR da 37 città statunitensi verso Dubai e da lì verso 60 destinazioni in Medio Oriente, Africa e Asia.
L’annuncio del bonus rappresenta una spinta morale tempestiva dopo un inverno operativo difficile e segnala fiducia nel mantenimento di Dubai come hub intercontinentale leader per i flussi di talenti espatriati, nonostante le sfide legate alla sicurezza nella regione.
Fonte: Moneycontrol
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