
Il 14 maggio 2026 è stata scritta una pagina di storia al Municipio di Varsavia, quando le autorità hanno trascritto nel registro civile polacco il certificato di matrimonio tedesco del 2018 di due uomini polacchi, segnando il primo riconoscimento ufficiale di un’unione tra persone dello stesso sesso nel paese. Questa svolta arriva dopo una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) del novembre 2025 e una decisione della Corte Suprema Amministrativa polacca del marzo 2026, che hanno stabilito come le norme UE sulla libertà di circolazione obblighino gli Stati membri a riconoscere i matrimoni legalmente celebrati in altri paesi dell’Unione.
Il sindaco Rafał Trzaskowski ha definito la decisione un «adeguamento tardivo ma necessario al diritto europeo» e ha ordinato agli uffici di elaborare le domande future senza che le coppie debbano prima ricorrere in tribunale. Il primo ministro Donald Tusk ha condiviso l’entusiasmo, promettendo una legge che codifichi le procedure, anche se l’opposizione dei partner conservatori della coalizione e del presidente Karol Nawrocki rende ancora lontana una piena parità matrimoniale a livello nazionale.
Dal punto di vista della mobilità internazionale, la trascrizione va oltre il simbolico: secondo la Direttiva UE 2004/38, i coniugi riconosciuti di cittadini UE ottengono automaticamente il diritto di soggiorno e lavoro. I cittadini polacchi trasferiti all’estero con partner dello stesso sesso possono ora rientrare in patria con pari diritti, mentre i lavoratori espatriati sposati in paesi come Spagna o Germania potranno ottenere permessi per familiari a carico in Polonia senza lunghe battaglie legali. I team HR dovranno aggiornare le politiche di assegnazione per riflettere questa nuova possibilità.
Gli esperti di immigrazione sottolineano che i richiedenti dovranno comunque presentare originali apostillati, traduzioni giurate e, fino a un cambiamento normativo, il certificato di matrimonio straniero, poiché la Polonia non celebra ancora matrimoni tra persone dello stesso sesso. Tuttavia, il precedente della CGUE esercita pressione su altri Stati UE riluttanti (come Romania e Bulgaria) e potrebbe accelerare una liberalizzazione a macchia di leopardo nell’Europa centrale.
Anche i fornitori di assicurazioni per viaggi d’affari dovranno adeguarsi: l’estensione dello status di familiare incide sull’accesso all’assistenza sanitaria pubblica e sull’aggregazione dei contributi previdenziali, aspetti fondamentali per i pendolari transfrontalieri tra Polonia e i vicini Germania o Repubblica Ceca.
Il sindaco Rafał Trzaskowski ha definito la decisione un «adeguamento tardivo ma necessario al diritto europeo» e ha ordinato agli uffici di elaborare le domande future senza che le coppie debbano prima ricorrere in tribunale. Il primo ministro Donald Tusk ha condiviso l’entusiasmo, promettendo una legge che codifichi le procedure, anche se l’opposizione dei partner conservatori della coalizione e del presidente Karol Nawrocki rende ancora lontana una piena parità matrimoniale a livello nazionale.
Dal punto di vista della mobilità internazionale, la trascrizione va oltre il simbolico: secondo la Direttiva UE 2004/38, i coniugi riconosciuti di cittadini UE ottengono automaticamente il diritto di soggiorno e lavoro. I cittadini polacchi trasferiti all’estero con partner dello stesso sesso possono ora rientrare in patria con pari diritti, mentre i lavoratori espatriati sposati in paesi come Spagna o Germania potranno ottenere permessi per familiari a carico in Polonia senza lunghe battaglie legali. I team HR dovranno aggiornare le politiche di assegnazione per riflettere questa nuova possibilità.
Gli esperti di immigrazione sottolineano che i richiedenti dovranno comunque presentare originali apostillati, traduzioni giurate e, fino a un cambiamento normativo, il certificato di matrimonio straniero, poiché la Polonia non celebra ancora matrimoni tra persone dello stesso sesso. Tuttavia, il precedente della CGUE esercita pressione su altri Stati UE riluttanti (come Romania e Bulgaria) e potrebbe accelerare una liberalizzazione a macchia di leopardo nell’Europa centrale.
Anche i fornitori di assicurazioni per viaggi d’affari dovranno adeguarsi: l’estensione dello status di familiare incide sull’accesso all’assistenza sanitaria pubblica e sull’aggregazione dei contributi previdenziali, aspetti fondamentali per i pendolari transfrontalieri tra Polonia e i vicini Germania o Repubblica Ceca.
Fonte: Euronews
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