
Appena poche ore prima dell’inizio della nuova settimana del Dáil, il quotidiano locale Roscommon Herald ha riportato nuovi dati parlamentari che mostrano come l’Irlanda abbia emesso 1.712 ordini di espulsione tra il 1° gennaio e l’8 maggio 2026. In una risposta scritta, il Ministro della Giustizia Jim O’Callaghan ha confermato che 759 persone hanno già lasciato lo Stato: 107 scortate forzatamente dalla Garda, 62 con voli charter speciali, 79 tramite altre rimozioni formali e 511 attraverso un rientro “volontario” documentato. Questo ritmo rappresenta un’accelerazione netta rispetto agli anni precedenti. Gli ordini di espulsione erano stati 4.700 nell’intero 2025 (già un aumento del 96% rispetto al 2024) e solo 867 nel 2023. Le autorità attribuiscono questo aumento a una combinazione di protocolli di controllo alle frontiere più rigidi, una gestione più rapida delle richieste di asilo manifestamente infondate e l’entrata in vigore dell’International Protection Act 2025, che snellisce i tempi di appello. Per le imprese, questi dati rappresentano un avvertimento: la non conformità alle norme sull’immigrazione è ora più che mai suscettibile di innescare azioni di controllo. I datori di lavoro che sponsorizzano titolari di Critical Skills o General Employment Permit dovrebbero monitorare proattivamente le scadenze dei permessi e presentare le richieste di rinnovo almeno quattro mesi prima. Le aziende che impiegano studenti o familiari con Stamp 2 o Stamp 1G devono assicurarsi che eventuali domande di cambio status (ad esempio da studente a permesso di lavoro per laureati) siano presentate prima della scadenza dei permessi attuali, poiché i periodi di soggiorno irregolare ora portano più facilmente a decisioni negative e ordini di espulsione successivi. La dichiarazione del Ministro evidenzia anche le difficoltà operative del Garda National Immigration Bureau (GNIB): due voli charter hanno già rimosso 96 persone quest’anno, inclusi 33 cittadini UE espulsi per motivi penali. Le rimozioni con voli charter sono costose e complesse da gestire, il che fa pensare che nel secondo semestre del 2026 potrebbero aumentare le espulsioni tramite voli commerciali più piccoli e occasionali, in un’ottica di contenimento dei costi da parte del GNIB. I team di mobilità globale dovrebbero informare i dipendenti irlandesi sulle realtà dei controlli di uscita: l’Irlanda effettua ancora controlli di uscita limitati e di routine, il che significa che individui con ordini di espulsione attivi a volte riescono a lasciare il Paese senza essere registrati. I datori di lavoro che scoprono che un dipendente è partito di nascosto dovrebbero consultare immediatamente un legale per valutare eventuali rischi ai sensi degli Employment Permits Acts e per documentare la cessazione degli obblighi di pagamento.
Fonte: Roscommon Herald
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