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Un Richiedente Asilo su Tre in Belgio Ora Attende Oltre Due Anni per una Decisione

mag 28, 2026
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Un Richiedente Asilo su Tre in Belgio Ora Attende Oltre Due Anni per una Decisione
Nuovi dati pubblicati il 27 maggio 2026 rivelano che il 30% dei richiedenti asilo che hanno ricevuto una decisione nel primo trimestre di quest’anno ha atteso almeno due anni, ben oltre il limite di sei mesi previsto dalle norme UE. I dati, riportati inizialmente da Het Nieuwsblad e confermati dall’Ufficio Immigrazione, mostrano un tempo medio di elaborazione di 533 giorni, in aumento rispetto ai 430 giorni del 2024. Il Commissario Generale per i Rifugiati e gli Apolidi del Belgio (CGVS) attribuisce i ritardi a un arretrato accumulato durante la pandemia e a un picco di domande legate ai conflitti in Ucraina, Sudan e Gaza. Il personale sia del CGVS che dell’Ufficio Immigrazione è aumentato dalla fine del 2025, ma i sindacati segnalano che i nuovi assunti stanno ancora imparando le procedure e non sono ancora in grado di gestire casi complessi. Sul piano politico, le statistiche mettono sotto pressione la Ministra per l’Asilo e la Migrazione Anneleen Van Bossuyt, che ha promosso la “politica migratoria più rigorosa di sempre” in Belgio. I deputati dell’opposizione sostengono che l’incertezza prolungata viola i diritti dei richiedenti e grava sui contribuenti: l’agenzia federale di accoglienza Fedasil deve infatti finanziare alloggi e sussidi durante l’attesa. La ministra assicura che gli investimenti extra — 42 milioni di euro stanziati per il 2026 — ridurranno il tempo medio di decisione sotto l’anno entro metà 2027. Per le aziende, l’arretrato ha effetti a catena. I team delle risorse umane che sponsorizzano assunzioni umanitarie (ad esempio rifugiati altamente qualificati) si trovano a dover affrontare date di inizio imprevedibili, mentre i casi di familiari a carico legati a talenti già presenti in Belgio rallentano. Si consiglia alle imprese di 1) prevedere tempi più lunghi per le procedure di autorizzazione al lavoro, 2) utilizzare, dove possibile, i percorsi di “protezione temporanea” e 3) monitorare il Patto UE su Migrazione e Asilo, che entrerà in vigore il 12 giugno 2026 e obbligherà gli Stati membri ad accelerare le procedure. Gli studi legali prevedono che, una volta che il limite di sei mesi del Patto diventerà vincolante, il Belgio potrebbe introdurre una selezione semplificata per i casi chiari e udienze digitali. Fino ad allora, i responsabili della mobilità dovrebbero considerare un orizzonte di due anni nelle pianificazioni del personale che coinvolgono potenziali assunzioni di rifugiati.
Fonte: Anadolu Agency

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