
La Direzione Generale per la Migrazione e gli Affari Interni della Commissione Europea ha pubblicato il 28 maggio 2026 le statistiche annuali sui visti Schengen. Nel 2025, i consolati dell’area Schengen hanno gestito quasi 12 milioni di domande, con un aumento dell’1,8% rispetto al 2024. La Germania si conferma il paese con il maggior numero di richieste, registrando 1,32 milioni di domande, in crescita del 4% su base annua, e concedendo 1,15 milioni di visti. Nonostante la ripresa, la domanda resta ben al di sotto del record di 17 milioni di domande del 2019, e le autorità tedesche avvertono che il personale nelle grandi sedi come Pechino, Istanbul e Mumbai è “ancora dimensionato per i flussi dell’era pandemica”. Il tasso di rifiuto nei consolati tedeschi si attesta in media al 9,4%, contro una media Schengen del 14,8%. Pechino (3%) e Shanghai (4%) registrano i tassi di rifiuto più bassi, mentre Lagos (38%) e Islamabad (31%) risultano le sedi più difficili per i richiedenti. Per i responsabili della mobilità aziendale, i dati confermano due tendenze: innanzitutto, la Germania resta la destinazione principale per i viaggiatori d’affari cinesi e indiani, che rappresentano oltre il 40% di tutti i visti Schengen tedeschi; in secondo luogo, la quota di visti a ingressi multipli (MEV) rilasciati dai consolati tedeschi è scesa dal 63% nel 2024 al 59% nel 2025, segnale di un inasprimento dei controlli con l’entrata a regime del Sistema biometrico di Entrata/Uscita (EES) dell’UE. Implicazioni pratiche: le aziende che inviano viaggiatori frequenti in Germania devono verificare che i dipendenti abbiano ancora almeno due pagine bianche e 12 mesi di validità residua nel passaporto; la crescita dei visti a ingresso singolo aumenta l’onere amministrativo per i viaggi ripetuti. Quando possibile, i team di mobilità dovrebbero richiedere i MEV nella lettera di accompagnamento e fornire prove di viaggi precedenti conformi per rafforzare la richiesta. Guardando al futuro, la Commissione ha confermato che a fine giugno pubblicherà i parametri di carico di lavoro consolare per il 2025, utilizzati per assegnare personale aggiuntivo ai consolati con alta domanda. Le lobby industriali tedesche stanno già sollecitando il ministero degli Esteri a dare priorità a personale extra per India, Nigeria e Turchia, dove le liste d’attesa si sono allungate da quando l’EES è entrato pienamente in funzione ad aprile.
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