
Berlino – Il dibattito in Germania sulla facilità con cui i residenti di lungo periodo possono ottenere il passaporto tedesco è tornato a infiammarsi domenica 24 maggio 2026. Parlando con la stampa, il deputato della Unione Cristiano-Democratica (CDU) Alexander Throm ha dichiarato che la riforma della cittadinanza del 2024, voluta dalla coalizione di governo, è andata “troppo oltre” e ha annunciato che il gruppo CDU/CSU presenterà una mozione al Bundestag per annullare alcune liberalizzazioni. In particolare, i conservatori vogliono:
• allungare il periodo standard di residenza richiesto per la naturalizzazione da cinque a otto anni;
• abolire il diritto generale al possesso di doppia o multipla cittadinanza;
• escludere dalla cittadinanza le persone il cui status legale si basa ancora sulla protezione umanitaria, fino a quando non saranno tornate nel paese d’origine e avranno fatto nuova domanda dall’estero.
Dietro questa iniziativa c’è il rischio di un record storico nel numero di naturalizzazioni. I dati preliminari dell’Ufficio Federale di Statistica indicano oltre 320.000 passaporti rilasciati nel 2025, in aumento rispetto al precedente record di 292.000 nel 2024. I deputati conservatori sostengono che questo aumento dimostra come le vie accelerate, come la regola dei cinque anni e il percorso rapido di tre anni per “eccellenti risultati di integrazione”, abbiano creato incentivi che “svalutano il valore del passaporto tedesco”.
Gli analisti, tuttavia, osservano che l’aumento era in gran parte previsto: grandi gruppi di rifugiati arrivati nel 2015/16 hanno ora raggiunto il requisito minimo di cinque anni, oltre a soddisfare le condizioni linguistiche e di integrazione. Gli avvocati specializzati in immigrazione per motivi di lavoro avvertono che un ritorno alla regola degli otto anni e le restrizioni sulla doppia cittadinanza potrebbero ridurre l’attrattività della Germania per i talenti globalmente mobili, proprio mentre il paese cerca di colmare le crescenti carenze di competenze.
“Molti trasferiti intra-aziendali vedono la prospettiva della doppia cittadinanza come un incentivo a lungo termine”, afferma Jana Meyer, responsabile mobilità presso un fornitore di tecnologie automobilistiche di Francoforte. Una linea più dura potrebbe quindi complicare il reclutamento secondo la legge sull’immigrazione qualificata e il nuovo sistema della Opportunity Card, soprattutto per i dirigenti che si aspettano una mobilità internazionale nella loro carriera.
Per i datori di lavoro, questa lotta politica significa che le politiche HR relative alle assegnazioni a lungo termine e ai pacchetti di localizzazione restano un obiettivo in continuo cambiamento. I team di mobilità globale sono consigliati di:
1) monitorare il calendario parlamentare – l’opposizione non ha la maggioranza, quindi qualsiasi inversione richiederebbe il sostegno della coalizione o il successo al Bundesrat;
2) informare i dipendenti che tutte le domande di naturalizzazione attuali continueranno a essere valutate secondo la regola dei cinque anni;
3) preparare piani di comunicazione nel caso in cui i requisiti si irrigidiscano nuovamente, soprattutto per i talenti chiave che si aspettano la doppia cittadinanza.
In definitiva, il dibattito mette in luce quanto siano strettamente intrecciati immigrazione, integrazione e strategia del mercato del lavoro nell’arena politica tedesca.
• allungare il periodo standard di residenza richiesto per la naturalizzazione da cinque a otto anni;
• abolire il diritto generale al possesso di doppia o multipla cittadinanza;
• escludere dalla cittadinanza le persone il cui status legale si basa ancora sulla protezione umanitaria, fino a quando non saranno tornate nel paese d’origine e avranno fatto nuova domanda dall’estero.
Dietro questa iniziativa c’è il rischio di un record storico nel numero di naturalizzazioni. I dati preliminari dell’Ufficio Federale di Statistica indicano oltre 320.000 passaporti rilasciati nel 2025, in aumento rispetto al precedente record di 292.000 nel 2024. I deputati conservatori sostengono che questo aumento dimostra come le vie accelerate, come la regola dei cinque anni e il percorso rapido di tre anni per “eccellenti risultati di integrazione”, abbiano creato incentivi che “svalutano il valore del passaporto tedesco”.
Gli analisti, tuttavia, osservano che l’aumento era in gran parte previsto: grandi gruppi di rifugiati arrivati nel 2015/16 hanno ora raggiunto il requisito minimo di cinque anni, oltre a soddisfare le condizioni linguistiche e di integrazione. Gli avvocati specializzati in immigrazione per motivi di lavoro avvertono che un ritorno alla regola degli otto anni e le restrizioni sulla doppia cittadinanza potrebbero ridurre l’attrattività della Germania per i talenti globalmente mobili, proprio mentre il paese cerca di colmare le crescenti carenze di competenze.
“Molti trasferiti intra-aziendali vedono la prospettiva della doppia cittadinanza come un incentivo a lungo termine”, afferma Jana Meyer, responsabile mobilità presso un fornitore di tecnologie automobilistiche di Francoforte. Una linea più dura potrebbe quindi complicare il reclutamento secondo la legge sull’immigrazione qualificata e il nuovo sistema della Opportunity Card, soprattutto per i dirigenti che si aspettano una mobilità internazionale nella loro carriera.
Per i datori di lavoro, questa lotta politica significa che le politiche HR relative alle assegnazioni a lungo termine e ai pacchetti di localizzazione restano un obiettivo in continuo cambiamento. I team di mobilità globale sono consigliati di:
1) monitorare il calendario parlamentare – l’opposizione non ha la maggioranza, quindi qualsiasi inversione richiederebbe il sostegno della coalizione o il successo al Bundesrat;
2) informare i dipendenti che tutte le domande di naturalizzazione attuali continueranno a essere valutate secondo la regola dei cinque anni;
3) preparare piani di comunicazione nel caso in cui i requisiti si irrigidiscano nuovamente, soprattutto per i talenti chiave che si aspettano la doppia cittadinanza.
In definitiva, il dibattito mette in luce quanto siano strettamente intrecciati immigrazione, integrazione e strategia del mercato del lavoro nell’arena politica tedesca.
Fonte: Die Zeit / dpa
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