
Poche ore dopo l’entrata in vigore del patto europeo sull’asilo, l’aeroporto di Berlino Brandenburg (BER) ha inaugurato venerdì un Centro Asilo Fast-Track dedicato all’interno del Terminal 5. La struttura – una delle tre previste per la Germania dalla Commissione Europea – ha una capacità iniziale di 120 posti letto e 20 sale per i colloqui. È destinata a gestire gli arrivi che richiedono asilo al momento dello sbarco ma che, secondo le nuove regole UE sulle “procedure di frontiera”, sono considerati improbabili candidati allo status di rifugiato.
Secondo l’Ufficio Federale per la Migrazione e i Rifugiati (BAMF), il centro si occuperà di cittadini provenienti da paesi considerati “sicuri”, richiedenti che nascondono o falsificano documenti d’identità e persone segnalate come rischi per la sicurezza. I casi devono essere risolti entro 12 settimane, dopodiché i richiedenti respinti possono essere rimossi direttamente dall’area airside dell’aeroporto senza mai entrare formalmente nel territorio tedesco.
Il Ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha tagliato il nastro insieme al Presidente dello Stato di Brandeburgo Dietmar Woidke, definendo il centro “un modello per un asilo ordinato con scadenze chiare”. Compagnie aeree e operatori a terra hanno accolto con favore il modello “tutto in uno”, sottolineando che le procedure ad hoc precedenti spesso costringevano i vettori a conservare i bagagli per settimane durante le valutazioni fuori sede.
Le associazioni per i diritti umani restano scettiche. Pro Asyl ha avvertito che la posizione – un terminal low-cost riconvertito e separato dalle aree pubbliche – rischia di creare una “detenzione invisibile”. L’ONG ha chiesto pieno accesso per consulenti legali e osservatori indipendenti; il ministero ha risposto che l’accesso sarà concesso “previa verifica di sicurezza” ma potrebbe essere limitato durante i picchi di arrivi.
Per le multinazionali, il centro comporta due indicazioni immediate: gli equipaggi devono consegnare i richiedenti asilo direttamente alla struttura per evitare sanzioni, e i controlli documentali pre-volo sulle rotte ad alto rischio verso BER (in particolare dal Caucaso e dal Nord Africa) saranno rafforzati. I datori di lavoro che trasferiscono personale tramite BER dovrebbero informare i viaggiatori sui tempi più lunghi per l’accesso landside e consigliare di portare con sé la prova di alloggio successivo per evitare ulteriori interrogatori.
Secondo l’Ufficio Federale per la Migrazione e i Rifugiati (BAMF), il centro si occuperà di cittadini provenienti da paesi considerati “sicuri”, richiedenti che nascondono o falsificano documenti d’identità e persone segnalate come rischi per la sicurezza. I casi devono essere risolti entro 12 settimane, dopodiché i richiedenti respinti possono essere rimossi direttamente dall’area airside dell’aeroporto senza mai entrare formalmente nel territorio tedesco.
Il Ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha tagliato il nastro insieme al Presidente dello Stato di Brandeburgo Dietmar Woidke, definendo il centro “un modello per un asilo ordinato con scadenze chiare”. Compagnie aeree e operatori a terra hanno accolto con favore il modello “tutto in uno”, sottolineando che le procedure ad hoc precedenti spesso costringevano i vettori a conservare i bagagli per settimane durante le valutazioni fuori sede.
Le associazioni per i diritti umani restano scettiche. Pro Asyl ha avvertito che la posizione – un terminal low-cost riconvertito e separato dalle aree pubbliche – rischia di creare una “detenzione invisibile”. L’ONG ha chiesto pieno accesso per consulenti legali e osservatori indipendenti; il ministero ha risposto che l’accesso sarà concesso “previa verifica di sicurezza” ma potrebbe essere limitato durante i picchi di arrivi.
Per le multinazionali, il centro comporta due indicazioni immediate: gli equipaggi devono consegnare i richiedenti asilo direttamente alla struttura per evitare sanzioni, e i controlli documentali pre-volo sulle rotte ad alto rischio verso BER (in particolare dal Caucaso e dal Nord Africa) saranno rafforzati. I datori di lavoro che trasferiscono personale tramite BER dovrebbero informare i viaggiatori sui tempi più lunghi per l’accesso landside e consigliare di portare con sé la prova di alloggio successivo per evitare ulteriori interrogatori.
Fonte: DPA International