
Il Consiglio Federale ha approvato modifiche all’Ordinanza sulla cittadinanza e al database migratorio SIMIC che permetteranno lo scambio completamente digitale di tutti i dossier di naturalizzazione ordinaria. Dal 1° agosto 2026, cinque cantoni pilota — Argovia, Basilea Campagna, Ginevra, San Gallo e Zurigo — trasmetteranno i dossier completati alla Segreteria di Stato della Migrazione (SEM) tramite una nuova interfaccia SIMIC. Le decisioni della SEM saranno restituite elettronicamente, eliminando i ritardi postali. Attualmente, un dossier cartaceo può passare tra autorità comunali, cantonali e federali per fino a 18 mesi. La digitalizzazione potrebbe ridurre questo tempo di diversi mesi, secondo le stime della SEM, aiutando i richiedenti — molti dei quali lavoratori stranieri di lungo periodo — a ottenere il passaporto svizzero più rapidamente. Il progetto introduce inoltre nuovi campi dati per un migliore monitoraggio statistico dei tempi di elaborazione e delle tendenze demografiche, informazioni che i decisori politici utilizzeranno nei futuri dibattiti sulle quote. Dopo un anno di sperimentazione, il sistema sarà esteso a livello nazionale nella seconda metà del 2027. I cantoni dovranno adeguare le proprie piattaforme IT e formare il personale, ma il governo federale offrirà supporto tecnico e un fondo di transizione da 4 milioni di franchi. Gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che, pur non cambiando i criteri sostanziali di ammissibilità, le procedure più rapide influenzeranno le strategie di fidelizzazione degli espatriati: le aziende spesso esitano a trasferire famiglie quando i tempi per la cittadinanza sono incerti. La riforma si inserisce nel più ampio programma “Rinnovo SIMIC” della Svizzera, che punta a interconnettere entro il 2028 tutte le procedure migratorie — dall’asilo ai permessi di lavoro. Per i team HR che gestiscono assegnati a lungo termine con permesso C, la novità promette maggiore prevedibilità e aggiornamenti digitali sullo stato delle pratiche, riducendo la necessità di rincorrere documenti cartacei o appuntamenti in presenza.
Fonte: laRegione