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Entra in vigore il Sistema Europeo Comune di Asilo; la Germania mantiene i controlli alle frontiere interne

giu 13, 2026
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Entra in vigore il Sistema Europeo Comune di Asilo; la Germania mantiene i controlli alle frontiere interne
A mezzanotte del 12 giugno 2026 è entrata in vigore in tutta l’Unione Europea la tanto attesa riforma del Sistema Europeo Comune di Asilo (SECA). A Berlino, il Ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha definito le nuove norme un “punto di svolta nella gestione delle migrazioni”, sottolineando che la Germania è ora “più capace di controllare e organizzare i flussi in entrata”. La novità più evidente riguarda una procedura obbligatoria di preselezione alle frontiere esterne dell’UE, che indirizza i richiedenti provenienti da paesi con tassi di riconoscimento bassi verso un iter accelerato della durata massima di 12 settimane.

Per la Germania il nuovo sistema rappresenta una sfida politica significativa e un impegno operativo complesso. L’Ufficio Federale per la Migrazione e i Rifugiati (BAMF) ha dovuto aggiornare decine di sistemi informatici, riformare il personale e istituire nuove unità di coordinamento con le autorità dei Länder. Gli esperti di diritto migratorio evidenziano che, a differenza degli strumenti UE precedenti, il SECA prevede scadenze vincolanti: decisioni non prese entro i termini comportano automaticamente l’ammissione alla procedura ordinaria. Ciò aumenta il rischio che la Germania riceva un maggior numero di trasferimenti dagli Stati di primo arrivo qualora i termini non vengano rispettati.

I viaggi d’affari e le missioni internazionali sono solo indirettamente interessati, ma i responsabili delle relocalizzazioni devono prestare attenzione: il SECA introduce un limite massimo di 72 ore per i controlli iniziali di identità in tutta l’UE, il che significa che i cittadini di paesi terzi respinti a una frontiera esterna saranno inseriti in Eurodac molto più rapidamente. Le aziende tedesche che spostano personale all’interno dell’UE dovranno quindi affrontare meno sorprese quando i controlli di background evidenzieranno precedenti rifiuti alle frontiere.

Sul piano politico, la riforma non ha messo fine alle controversie. Dobrindt ha confermato che i controlli fissi alle nove frontiere terrestri della Germania resteranno in vigore almeno fino al 15 settembre 2026, per evitare di “mandare segnali sbagliati”, nonostante le pressioni di Bruxelles per la loro rimozione. Le associazioni datoriali, soprattutto nelle regioni di confine, avvertono che i controlli prolungati aumentano i costi logistici e penalizzano i viaggi d’affari in giornata. È prevista una revisione dell’impatto per la fine dell’estate, ma pochi si aspettano un rapido dietrofront.
Fonte: Deutsche Welle

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