
Incontro a Bruxelles il 29 giugno 2026: i ministri europei del lavoro e degli affari sociali, tra cui il Vice Primo Ministro belga David Clarinval, hanno dato il via libera politico al piano della Commissione per rivedere il Regolamento 883/2004 sulla coordinazione dei sistemi di sicurezza sociale. I ministri hanno approvato un rafforzamento della condivisione dei dati in tempo reale, per permettere agli enti nazionali per l’impiego di monitorare meglio i disoccupati che percepiscono sussidi in uno Stato membro mentre cercano lavoro in un altro. La proposta fa parte del prossimo “Pacchetto per una Mobilità Lavorativa Equa”, atteso nella seconda metà del 2026, e risponde alle preoccupazioni riguardo agli abusi nel distacco dei lavoratori e nell’esportazione dei sussidi per la ricerca di lavoro.
Secondo il compromesso raggiunto, gli obblighi di attivazione e i controlli di conformità saranno più uniformi in tutta l’UE, mentre l’Autorità Europea del Lavoro vedrà ampliato il proprio mandato per condurre ispezioni congiunte. Per il Belgio, dove decine di migliaia di frontalieri si spostano quotidianamente verso Lussemburgo, Francia e Paesi Bassi, i controlli più rigorosi potrebbero ridurre le perdite di sussidi e alleggerire il carico finanziario sull’ONEM/RVA, il fondo disoccupazione nazionale. Tuttavia, i team HR delle multinazionali con programmi di mobilità paneuropea dovranno gestire nuovi obblighi di rendicontazione, poiché i lavoratori belgi distaccati che richiedono sussidi all’estero potrebbero dover rispettare scadenze di attivazione anticipate.
La digitalizzazione gioca un ruolo chiave: gli Stati membri hanno concordato di creare portali interoperabili per lo scambio automatico di aggiornamenti sullo status dei disoccupati. Le aziende che distaccano lavoratori oltre confine devono quindi aspettarsi richieste di dati più frequenti da parte delle autorità e assicurarsi che certificati A1, buste paga e fogli presenze siano disponibili in formato elettronico. La legislazione finale è prevista per la fine del 2026, con un’implementazione probabile durante la Presidenza belga del Consiglio UE nella prima metà del 2027.
Secondo il compromesso raggiunto, gli obblighi di attivazione e i controlli di conformità saranno più uniformi in tutta l’UE, mentre l’Autorità Europea del Lavoro vedrà ampliato il proprio mandato per condurre ispezioni congiunte. Per il Belgio, dove decine di migliaia di frontalieri si spostano quotidianamente verso Lussemburgo, Francia e Paesi Bassi, i controlli più rigorosi potrebbero ridurre le perdite di sussidi e alleggerire il carico finanziario sull’ONEM/RVA, il fondo disoccupazione nazionale. Tuttavia, i team HR delle multinazionali con programmi di mobilità paneuropea dovranno gestire nuovi obblighi di rendicontazione, poiché i lavoratori belgi distaccati che richiedono sussidi all’estero potrebbero dover rispettare scadenze di attivazione anticipate.
La digitalizzazione gioca un ruolo chiave: gli Stati membri hanno concordato di creare portali interoperabili per lo scambio automatico di aggiornamenti sullo status dei disoccupati. Le aziende che distaccano lavoratori oltre confine devono quindi aspettarsi richieste di dati più frequenti da parte delle autorità e assicurarsi che certificati A1, buste paga e fogli presenze siano disponibili in formato elettronico. La legislazione finale è prevista per la fine del 2026, con un’implementazione probabile durante la Presidenza belga del Consiglio UE nella prima metà del 2027.
Fonte: Agence Europe
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