
La compagnia irlandese Ryanair si unisce al coro crescente di critiche nei confronti del Sistema biometrico di Entrata-Uscita (EES) dell’Unione Europea, che diventerà obbligatorio per i viaggiatori provenienti da paesi terzi entro la fine dell’anno. In dichiarazioni riportate da Sky News il 3 luglio 2026, il Chief Operations Officer Neal McMahon ha affermato che i passeggeri non dovrebbero essere “cavie per un sistema di controllo passaporti incompleto che rischia di creare lunghe code, voli persi e stress inutile”. La compagnia ha segnalato ritardi fino a due ore negli aeroporti, da Palma a Parigi Beauvais, durante le attuali fasi pilota.
Sebbene l’Irlanda sia fuori dall’area Schengen, molti passeggeri Ryanair effettuano coincidenze in hub Schengen, e la compagnia teme sanzioni per ritardi secondo le norme EU261. Le critiche arrivano dopo una lettera congiunta di aeroporti e associazioni di compagnie aeree inviata alla presidente della Commissione von der Leyen, che avverte di “gravi conseguenze operative”.
Per i responsabili della mobilità, l’avvertimento è importante: da fine ottobre, i dipendenti non UE in viaggio verso Schengen per riunioni dovranno prevedere più tempo per la registrazione iniziale (foto e impronte digitali) e assicurarsi che i passaporti abbiano pagine bianche sufficienti per il timbro EES che sostituisce quello manuale. I viaggiatori abituali dovranno comunque considerare i chioschi di riconoscimento facciale, ancora non testati in condizioni di picco.
Le autorità irlandesi, che mantengono l’Area di Viaggio Comune con il Regno Unito, devono ancora decidere se allineare il Pre-clearance USA di Dublino e altri voli non Schengen con la condivisione dati EES. Le aziende che instradano il personale tramite hub europei sono invitate a monitorare i piani di emergenza degli operatori e a informare i viaggiatori sui possibili tempi di attesa.
Sebbene l’Irlanda sia fuori dall’area Schengen, molti passeggeri Ryanair effettuano coincidenze in hub Schengen, e la compagnia teme sanzioni per ritardi secondo le norme EU261. Le critiche arrivano dopo una lettera congiunta di aeroporti e associazioni di compagnie aeree inviata alla presidente della Commissione von der Leyen, che avverte di “gravi conseguenze operative”.
Per i responsabili della mobilità, l’avvertimento è importante: da fine ottobre, i dipendenti non UE in viaggio verso Schengen per riunioni dovranno prevedere più tempo per la registrazione iniziale (foto e impronte digitali) e assicurarsi che i passaporti abbiano pagine bianche sufficienti per il timbro EES che sostituisce quello manuale. I viaggiatori abituali dovranno comunque considerare i chioschi di riconoscimento facciale, ancora non testati in condizioni di picco.
Le autorità irlandesi, che mantengono l’Area di Viaggio Comune con il Regno Unito, devono ancora decidere se allineare il Pre-clearance USA di Dublino e altri voli non Schengen con la condivisione dati EES. Le aziende che instradano il personale tramite hub europei sono invitate a monitorare i piani di emergenza degli operatori e a informare i viaggiatori sui possibili tempi di attesa.
Fonte: Sky News Money Blog